
"Inaccettabile la posizione di Federfarma che ha confermato la proposta di un aumento salariale complessivo di soli 120 euro per i prossimi tre anni"
I dipendenti delle farmacie di Roma e del Lazio in piazza Roma per la prima protesta e il primo sciopero nella Capitale. “Una paghetta paternalistica da parte di Federfarma nei confronti dei lavoratori delle farmacie, è una vergogna e ci sentiamo umiliati. Per questo siamo oggi in piazza a Roma”. Così i sindacati dei dipendenti delle farmacie in protesta a Roma sotto la sede di Federfarma in piazza San Giovanni, sempre oggi nella Capitale è previsto uno sciopero di 4 ore dei lavoratori che sono sul piede di guerra per il rinnovo del contratto fermo al palo: alla base della protesta c'è la posizione di Federfarma che "ha confermato la proposta di un aumento salariale complessivo di soli 120 euro per i prossimi tre anni", giudicata "inadeguata e irricevibile" dalle organizzazioni sindacali. Dopo Roma, il 2 luglio la protesta farà tappa a Cesena dove si terrà un presidio in Piazza Amendola, dalle 13 alle 15. Il giorno successivo, il 3 luglio, a Vicenza è in programma un flash mob serale alle 20.
Una delegazione dei delegati sindacali presenti in piazza è stata ricevuta da Federfarma. "Oggi è una giornata molto importante - ha detto all'Adnkronos Salute Natale Di Cola, il segretario generale della CGIL di Roma e del Lazio Natale Di Cola - è il primo sciopero dei farmacisti e delle farmaciste che sono in piazza per chiedere un giusto rinnovo del contratto e un giusto salario. Sono professionisti a cui viene chiesta una alta formazione e grande competenza siano pagati una miseria. Siamo qui oggi per chiedere un giusto contratto. Sono attenti al servizio e alle persone ma vogliono il riconoscimento dei loro diritti".
Secondo Claudia Delfini, funzionaria del sindacato Fisascat Cisl Roma Capitale, "il problema è anche normare la farmacia dei servizi, diciamo che è un settore che non ha conosciuto la crisi della pandemia Covid, anzi. Le farmacie hanno avuto una crescita esponenziale del fatturato, ora restituire qualcosa a chi ha contributo a quella crescita credo sia giusto". Tanti i giovani in piazza che lamentano ora massacranti, la mancanza di sicurezza negli orari notturni, il fatto che "manca l'indennità di cassa", precisa una farmacista di una grande catena che opera a Sud della Capitale. "In molti non sanno che prendiamo come uno store manager di un catena di abbigliamento, anche dopo tanti anni di servizio", ammette una farmacista.
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