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Gemelli e Cnr insieme per terapie mirate contro i tumori solidi

Una molecola è in grado di inibire selettivamente l'attività della proteina-chinasi Nek6
Oncologia

La lotta al cancro potrebbe arricchirsi, in un prossimo futuro, di nuovi strumenti terapeutici selettivi efficaci. La collaborazione multidisciplinare tra Facoltà di Medicina e Chirurgia dell' Università Cattolica, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e Istituto di chimica del riconoscimento molecolare (Icrm) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) ha portato infatti all' identificazione di una molecola, brevettata, in grado di inibire selettivamente l' attività della proteina-chinasi Nek6, bloccando in tal modo la proliferazione delle cellule neoplastiche.

La scoperta, pubblicata su 'Scientific Reports' (rivista del gruppo Nature), è frutto del lavoro dei ricercatori Marta De Donato, Benedetta Righino, Flavia Filippetti, Alessandra Battaglia, Marco Petrillo e Davide Pirolli, coordinati dal professor Giovanni Scambia (professore ordinario di Clinica ostetrica e ginecologica presso l' Università Cattolica e direttore scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs), da Daniela Gallo (dirigente sanitario responsabile dell' Unità di Medicina traslazionale per la salute della donna e del bambino del Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs) e da Maria Cristina De Rosa (responsabile Icrm, sede secondaria di Roma, del Cnr). In Italia ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una diagnosi di tumore maligno e le malattie neoplastiche rappresentano ancora la seconda causa di morte (29% di tutti i decessi) dopo le malattie cardiovascolari (37%). In particolare, il carcinoma del polmone è la prima causa di morte oncologica nella popolazione italiana generale, seguito dal carcinoma del colon-retto e dal carcinoma della mammella femminile. Il tumore dell' ovaio, al nono posto tra le forme tumorali, a fronte di un' incidenza relativamente bassa, rappresenta la principale causa di morte per tumore ginecologico.

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 "Il nostro gruppo di ricerca si è occupato negli ultimi anni del ruolo della proteina Nek6 nel tumore dell' ovaio - spiega Gallo - dimostrando come elevati livelli di espressione nel tessuto tumorale si correlino con una prognosi sfavorevole e una scarsa risposta al trattamento di prima linea. Risultati simili sono stati ottenuti anche da altri gruppi di ricerca in differenti tumori solidi. Sulla base di tali rilevanze cliniche e in considerazione del ruolo di Nek6 nella progressione del ciclo cellulare e nella crescita ancoraggio-indipendente, abbiamo ipotizzato che tale proteina potesse costituire un target interessante e promettente per nuove terapie antitumorali personalizzate". "Grazie all' utilizzo dei più recenti metodi di chimica computazionale, che permettono di testare virtualmente milioni di composti al computer - aggiunge De Rosa - abbiamo identificato una serie di molecole con putativa attività inibitoria per Nek6".

"I composti così individuati - aggiunge De Donato, primo autore della pubblicazione - sono stati quindi testati in vitro con differenti tecniche per la conferma dell' attività farmacologica e successivamente valutati su un pannello di linee cellulari rappresentative di differenti tumori solidi (polmone, colon, mammella e ovaio), dimostrando un' interessante attività anche in associazione a farmaci antineoplastici di comune uso clinico, quale il cisplatino". "Per l' Università Cattolica, il brevetto è stato conferito in gestione alla società Molipharma s.r.l, spin-off universitario della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell' ateneo, creato con l' obiettivo di valorizzare le competenze e le conoscenze presenti all' interno degli Istituti universitari. Il composto individuato rappresenta un capostipite per l' individuazione di molecole di potenziale sviluppo clinico per approcci terapeutici personalizzati in campo oncologico", conclude Scambia.

fonte: 'Scientific Reports'

Oncologia
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