
Il Parlamento ha già stanziato 5 milioni di euro per il 2019 per un progetto di ricerca relativo alle nuove tecnologie
Entro il prossimo 29 aprile dovra' essere pronto il piano per la produzione della Car-T, le cellule ingegnerizzate, che vengono prelevate dal sistema immunitario che vengono prelevate dal paziente, geneticamente modificate in laboratorio per poter riconoscere le cellule tumorali e poi reinfuse nello stesso paziente. Il Parlamento ha già stanziato 5 milioni di euro per il 2019 per un progetto di ricerca relativo alle nuove tecnologie CAR-T per la cura dei tumori, e altri 5 milioni sono stati stanziati per la medesima finalità dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136. La Camera dei Deputati, con l'Ordine del giorno 1334-B/217 del 30 dicembre scorso ha delineato il complessivo percorso attuativo e i relativi attori, impegnando il Governo ad assumere una serie di iniziative.
In particolare, l'Ordine del giorno dà indicazioni per la formazione di un gruppo di progetto che dovrà presentare entro il 30 aprile 2019, alla VII Commissione Cultura della Camera un progetto di fattibilità sulle CAR-T. Lo stesso ordine del giorno indica come componenti del gruppo di progetto rappresentanti dell'Ospedale S. Gerardo-Fondazione Tettamanti di Monza, della società Molmed e dell'Istituto di Biostrutture e Bioimmagini del CNR di Napoli, nonché gli IRCCS della Rete oncologica che prevedono la messa in funzione entro un anno, di officine farmaceutiche idonee allo sviluppo di terapie CAR-T e la loro applicazione alla cura di soggetti per i quali sono previste tali terapie e altri IRCCS già impegnati nel settore. Fra questi compaiono l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e il S. Raffaele di Milano, assieme ad altri come l'Istituto di Candiolo, l'Istituto Oncologico Veneto di Padova; il Policlinico Universitario Agostino Gemelli e l'Istituto Scientifico Romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola.
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