
In Italia il primato dei casi, tra le cause anche la troppa igiene
Per contrastare l'aumento del fenomeno dei batteri resistenti ai farmaci, che vede peraltro l'Italia con il record di un terzo dei decessi europei, possono servire soluzioni 'fantasiose'. E' il caso di una 'cuffia' che può avvolgere i pacemaker rilasciando gli antibiotici strettamente necessari, o dell'uso di disinfettanti 'alternativi', come i probiotici, in attesa di nuovi antibotici che sono ormai in sperimentazione. La 'cuffia', in realtà una rete che rilascia antibiotici in modo controllato prima di essere riassorbita dall'organismo, è stata oggetto di uno studio presentato al congresso dell'American College of Cardiology a New Orleans e pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha dimostrato che questo dispositivo può ridurre al 61% le infezioni ospedaliere legate agli impianti, anche se l'abbattimento arriva al 90% per alcuni pazienti che presentano un rischio più alto.
Con questo metodo, affermano gli autori dello studio internazionale, condotto su 7mila pazienti in 256 ospedali nel mondo, si evitano le lunghe terapie antibiotiche orali associate alle infezioni, che sono quelle che aumentano il rischio di sviluppo di batteri resistenti.
In futuro poi la lotta ai batteri resistenti passerà anche per nuovi antibiotici. "Attualmente sono in corso sperimentazioni cliniche su ben 42 nuovi antibiotici ad uso sistemico - ha spiegato Marco Tinelli della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali al congresso che si è appena concluso a Milano - di cui 17 sono per il trattamento delle infezioni più pericolose".
fonte: New England Journal of Medicine
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