
Risulta irreperibile il farmaco composto da Levodopa e Carbidopa
"Senza farmaco migliaia di pazienti con malattia di Parkinson. A rischio la qualità della loro vita". E' la denuncia di Pietro Cortelli, past president Accademia Limpe-Dismov e attuale presidente Fondazione Limpe per il Parkinson Onlus. Secondo l' Accademia Limpe-Dismov, "è stata bloccata la produzione, in Italia ed in altri Paesi dell' Ue, del farmaco d' elezione per la cura del Parkinson che ne contrasta i principali sintomi come bradicinesia, tremore, rigidità, disfagia e scialorrea".
"La malattia di Parkinson è dovuta a una mancata produzione di dopamina, se noi sostituiamo quello che manca con un farmaco come la levodopa e poi questo viene a mancare, perché non si trova più, creiamo una condizione di sospensione brusca della terapia, che peggiora notevolmente la qualità di vita del paziente - spiega Cortelli - Basti pensare che durante la terapia il paziente ha un miglioramento medio delle proprie capacità motorie del 40%; se viene interrotta la terapia, le condizioni peggiorano del 40%. Se il paziente che non trova quella terapia, non si ricorda che non va sospesa bruscamente, può andare incontro a una situazione di emergenza clinica". Secondo l' Accademia, "il problema è reso ancora più complesso dalla mancanza di un farmaco equivalente a base di Levodopa- Carbidopa a rilascio immediato. Esisterebbe una combinazione differente del Levodopa con Benserazide, purtroppo però si sono registrati casi in cui, cambiando l' inibitore della dopa-decarbossilasi, non si è ottenuto il medesimo effetto".
Avis richiama l’attenzione sulla filiera del plasma: domanda in crescita e dipendenza dal mercato estero per una quota rilevante di farmaci salvavita.
Dalle tensioni internazionali alle ricadute sulla spesa pubblica, emergono segnali di pressione su supply chain, costi e capacità di erogazione dei servizi sanitari.
Il documento ISS del 3 febbraio non è una notizia. Ma torna attuale mentre AIFA apre il fronte della prescrittomica: dati solidi, ma ancora separati dalle scelte terapeutiche.
Al Ministero della Salute confronto sulla riforma della distribuzione dei farmaci. Più territorio e prossimità, ma resta centrale l’equilibrio tra accesso e sostenibilità.
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