
Un test del sangue per diagnosticare l'Alzheimer in fase precoce potrebbe prendere forma misurando le concentrazioni plasmatiche di molecole che inducono il sonno, presenti sia nel cervello sia nel sangue, dette 'amidi grassi'. Scienziati britannici hanno infatti scoperto che queste molecole raggiungono concentrazioni maggiori nel sangue dei malati rispetto a quello di individui sani. La scoperta è stata riportata sulla rivista Alzheimer's & Dementia: The Journal of the Alzheimer's Association e si deve agli scienziati del King's College London. Gli esperti sono andati a caccia di molecole nel sangue di quasi 600 individui con Alzheimer e non, usando una tecnica sofisticata per catturare quante più molecole possibili (come una rete da pesca lanciata nel mare per prendere tanti pesci).
In questa maniera si sono accorti che nel sangue si accumulano amidi grassi in proporzione alle proteine tossiche dell'Alzheimer - la beta-amiloide - accumulate nel cervello. Quindi gli esperti hanno visto che più beta-amiloide c'è nel cervello, più amidi grassi ci sono nel sangue. Queste sostanze sono note per essere neuroprotettive e hanno la funzione di indurre il sonno. Proprio di recente si è scoperto che con la carenza di sonno nel cervello si accumula la beta-amiloide, fa notare Cristina Legido-Quigley che ha diretto il lavoro presso l'ateneo londinese: potrebbe essere quindi che gli amidi grassi siano un mezzo messo in atto dall'organismo per contrastare il danno al cervello dovuto alla beta-amiloide accumulata. In futuro, quindi, gli amidi grassi potrebbero anche divenire una base per nuove terapie contro l'Alzheimer. Intanto, se questi risultati saranno replicati in un campione più ampio di individui, potrebbe essere messo a punto un test del sangue diagnostico sulla base della concentrazione ematica degli amidi grassi.
fonte: Alzheimer's & Dementia: The Journal of the Alzheimer's Association




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