Canali Minisiti ECM

Giacca: impossibile capire le cause dell'Alzheimer

Neurologia Redazione DottNet | 21/05/2019 13:49

Gli investitori sono interessati ai farmaci che proteggono dall'infarto

"I farmaci biologici sono già una realtà, ma quelli per le malattie degenerative sono già in diverse sperimentazioni, vediamo chi arriva prima. Farmaci biologici sono anche farmaci per le diverse terapie ereditarie: ci sono già 7/8 malattie in cui bambini destinati a morire, vanno a scuola e fanno una vita normale grazie alla terapia genica. Il progresso è insomma rapidissimo. Per quanto riguarda invece l'Alzheimer siamo messi malissimo perché non riusciamo ancora a capirne" le cause.

Lo ha detto il direttore uscente dell'Icgeb Mauro Giacca, a margine di una conferenza stampa. Inoltre, "nel momento in cui lo capissimo, l'Alzheimer non è come il cuore, cui si può pensare di rimpiazzarne una porzione, ma è una questione di neuroni, e se anche si riuscisse a rimpiazzarli, occorrerebbe fare le connessioni giuste; non c'è ancora una risposta".

pubblicità

Al contrario, "ho trovato moltissimo interesse degli investitori sullo sviluppo di farmaci che proteggono dall' infarto. Se poi questo riuscirà a trasformarsi in un farmaco permanente non so, però ci conto e farò di tutto perché almeno si arrivi alla sperimentazione chimica. La medicina dei farmaci tradizionali, basata sulle piccole molecole chimiche, non ce la fa più ad affrontare problemi come demenza, scompenso cardiaco, cecità, sordità; occorrono farmaci biologici. Quindi i nuovi farmaci saranno quelli derivati dalla biologia sotto forma di cellule, geni, proteine, tessuti costruiti biologicamente in laboratorio. Il futuro della medicina sarà quindi la biologia", ha concluso il genetista.

Commenti

Rispondi

I Correlati

Evidenze a lungo termine e sfide cliniche dal congresso AD/PD 2026 di Copenaghen

Dalle evidenze emergenti sui biomarcatori plasmatici alle nuove traiettorie molecolari: il congresso AD/PD 2026 segna una svolta verso una medicina di precisione sempre più concreta nella malattia di Alzheimer.

La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.

Ti potrebbero interessare

Ultime News

Più letti