
Perdita di tratti di Dna rende le cellule più vecchie e vulnerabili
Scoperto il meccanismo che accelera la morte delle cellule nervose nell'Alzheimer. Il cervello perde più rapidamente le sequenze di Dna che modulano l'attività dei geni che lo mantengono giovane. Nello stesso tempo, è inoltre accelerata l'attività dei geni coinvolti nella formazione delle placche, tossiche per i neuroni. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications dal gruppo dell'Istituto di Ricerca americano Van Andel, coordinato da Viviane Labrie, apre la strada a nuovi possibili strumenti di diagnosi e bersagli per combattere la malattia. I ricercatori hanno studiato delle sequenze di Dna che, a seconda dell'età e dei fattori ambientali, intensificano o abbassano l'attività di un gran numero di geni cerebrali.
Hanno, in particolare, confrontato questi interruttori che accendono e spengono i geni del cervello tra individui sani e malati di Alzheimer, osservando in questi ultimi una progressiva perdita di sequenze di Dna nei vari stadi della malattia.
fonte: Nature Communications
Dalle evidenze emergenti sui biomarcatori plasmatici alle nuove traiettorie molecolari: il congresso AD/PD 2026 segna una svolta verso una medicina di precisione sempre più concreta nella malattia di Alzheimer.
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