
"La carenza di medici non è un grande bluff, ma il fatto che le associazioni dei pazienti arrivino a pensarlo è emblematico: non bisogna in alcun modo minare la credibilità dell'eccellenza rappresentata dalla sanità italiana". Secondo Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, si tratta della "preoccupante deriva a cui si va incontro se gli operatori sanitari non vengono messi nelle condizioni per portare avanti la loro missione". Dopo aver posto l'attenzione sul sempre più conflittuale rapporto tra operatori sanitari e pazienti, Consulcesi ha già individuato una delle possibili soluzioni nell'istituto del Tribunale della Salute.
"Partiamo dal presupposto che la classe medica italiana è per la stragrande maggioranza diligente - afferma Tortorella - e lo dimostra il fatto che il nostro Sistema Sanitario Nazionale è tra i migliori al mondo. Quella minima percentuale ancora inadempiente ha però il dovere di sanare la propria posizione ed è corretto che le istituzioni vigilino". "È importante creare un sistema premiale, rafforzando anche il sistema di comunicazione tra i Presidenti degli Ordini e gli iscritti - continua - che avranno riscontri scritti, positivi o negativi, sulla loro formazione Ecm che rappresenta in requisito sempre più importante nelle cause di responsabilità professionale". E conclude: "Sarà inoltre doveroso agevolare il percorso formativo dei medici, attraverso innovative modalità di fruizione dei corsi che consentano di coniugare l'aggiornamento all'insegna del rigore scientifico con i tempi frenetici e il carico di lavoro tipici della professione, che non sono affatto un bluff".




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