
Studio Usa: possibile trasmissione tramite il nervo vago
Il morbo di Parkinson può innescarsi nell'intestino e diffondersi al cervello attraverso il 'nervo vago' che collega i due distretti corporei. Lo suggerisce la ricerca pubblicata sulla rivista Neuron e condotta su animali dal gruppo della Johns Hopkins Medicine di Baltimora guidato da Ted Dawson. Gli esperimenti offrono una prima prova concreta del ruolo diretto (e causale) dell'intestino nel Parkinson. Sono ormai numerose le evidenze del legame tra intestino e morbo di Parkinson, la malattia neurodegenerativa più diffusa dopo l'Alzheimer: a cominciare dalle alterazioni del microbiota intestinale dei pazienti parkinsoniani, passando per i problemi intestinali (tipicamente la costipazione) che accompagnano e spesso precedono l'esordio del Parkinson. Non ultima la scoperta che nell'appendice si accumula la proteina che 'devasta' il cervello nel Parkinson, l'alfa-sinucleina.
Ed è proprio a partire dall'alfa-sinuclina che è stato condotto il nuovo lavoro: gli esperti hanno dimostrato inconfutabilmente che iniettando la molecola nella pancia di topi, questi dopo 7-10 mesi si ammalano di Parkinson (con l'alfa-sinucleina che risulta accumulata nel cervello e comparsa di disturbi motori e comportamentali tipici della malattia).
fonte: Neuron
Dalle evidenze emergenti sui biomarcatori plasmatici alle nuove traiettorie molecolari: il congresso AD/PD 2026 segna una svolta verso una medicina di precisione sempre più concreta nella malattia di Alzheimer.
La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.
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