Canali Minisiti ECM

Al via l'anagrafe dei vaccini: niente certificati a scuola

Sanità pubblica Redazione DottNet | 06/07/2019 19:47

Cade la scadenza del 10 luglio. Asl e istituti si parlano online

Grazie all'attivazione dell'anagrafe vaccinale non c'e' più l'obbligo di presentazione dei certificati a scuola e cade di conseguenza la scadenza del 10 luglio per la consegna dei documenti per le iscrizioni scolastiche, prevista dalla normativa vigente (Legge Lorenzin). Lo precisa il ministero della Salute e il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca a pochi giorni dalla data ultima per dimostrare alla scuola di avere rispettato le indicazioni di legge. Essendo stata attivata l'Anagrafe nazionale vaccinale, i genitori non hanno più quindi l'obbligo di presentare la documentazione, perché il Sistema automatizzato fa dialogare Asl e istituti scolastici.

Grazie all'Anagrafe vaccinale, le situazioni irregolari di genitori che non hanno sottoposto i figli alle vaccinazioni obbligatorie per la frequenza scolastica sono già state comunicate dalle Aziende sanitarie alle istituzioni scolastiche che provvederanno a richiedere i documenti eventualmente mancanti ai genitori.

I genitori avranno a loro volta dieci giorni di tempo per portarli a scuola. Il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha istituito l'anagrafe nazionale con decreto ministeriale del 18 settembre scorso. Tutte le Regioni hanno avviato da aprile la trasmissione dei dati, tranne le Province autonome di Trento e Bolzano che saranno presto a regime. L'annuncio arriva l'indomani di una dichiarazioni dell'associazione presidi che si dichiarava pronta a raccogliere la documentazione, comunque senza problemi. In attesa che il Parlamento decida sul varo del cosiddetto 'obbligo vaccinale flessibile' (la vaccinazione resterebbe obbligatoria solo "in caso di emergenze sanitarie o di compromissione dell'immunità di gruppo"), resta in vigore la legge Lorenzin: prevede l'obbligo della vaccinazione per le iscrizioni all'asilo nido e alla scuola materna e, con modalità diverse, riguarda anche le scuole elementari, scuole medie e i primi due anni delle superiori, fino ai 16 anni.

pubblicità

Di conseguenza i bambini da zero a sei anni non in regola con le vaccinazioni non possono accedere agli asili nido e alle scuole dell'infanzia; bambini e ragazzi nella fascia d'età da 6 a 16 anni potranno entrare a scuola. In entrambi i casi, se i genitori rifiuteranno ripetutamente di far vaccinare i figli dopo colloqui e solleciti da parte delle Asl, incorreranno nelle sanzioni pecuniarie previste dalla legge. Le vaccinazioni obbligatorie previste sono dieci. Si tratta di anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella.

Commenti

Rispondi

I Correlati

Da Aiop e Regione nuova difesa dell’integrazione tra pubblico e privato come punto di forza del modello lombardo. Ma tra finanziamenti pubblici, accreditamenti e gestione delle criticità, resta aperto il tema della governance reale del sistema

Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.

Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.

Secondo dati diffusi dall’Associazione Luca Coscioni, la procedura farmacologica sfiora il 60%. Persistono forti differenze territoriali e limiti organizzativi.

Ti potrebbero interessare

Il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale richiama il rischio di “20 sistemi diversi” sul suicidio medicalmente assistito. Intanto il confronto parlamentare resta difficile e le Regioni iniziano a costruire modelli organizzativi differenti

Dopo l’apertura di Gemmato al dialogo, il sindacato dei medici di famiglia mantiene lo stato di agitazione ma rilancia la trattativa. Il confronto si sposta sempre di più sul futuro modello professionale della medicina generale

Dopo le aperture del Governo, anche il Sindacato Medici Italiani conferma la disponibilità a trattare sulla riforma. Restano forti le criticità ma il confronto entra in una fase più negoziale

Il sottosegretario alla Salute parla di intesa possibile entro pochi giorni con MMG e Regioni. Un cambio di tono rispetto alle settimane precedenti: più trattativa per rendere operative le Case di Comunità entro le scadenze del Pnrr

Ultime News

Più letti