Test medicina: centinaia di denunce di irregolarità. Via ai ricorsi

Professione | Redazione DottNet | 03/09/2019 19:11

Si prevede un aumento di circa il 30% di nuovi ricorsi rispetto all' anno scorso

"Alla Sapienza di Roma diversi studenti si sono portati la penna da casa e uno di loro, che poi si è spacciato per giornalista, aveva un microfono nella camicia. A Firenze la madre di un aspirante medico che presenta una particolare patologia per cui sono previsti degli accorgimenti (come ad esempio tempi di consegna del test più lunghi), riferisce che la commissione non ha voluto riconoscere quanto previsto da regolamento e che il ragazzo ha poi dovuto sostenere il test secondo le stesse modalità previste per gli altri".

È la denuncia di Consulcesi, network legale che tutela i medici e chi aspira a diventarlo, commentando i test di ingresso per le facoltà di Medicina e Odontoiatria. "Sono già centinaia le segnalazioni raccolte sul portale www.numerochiuso.info, sui canali social e dai consulenti presenti fisicamente in diverse università in giro per l' Italia", assicura una nota. Quest' anno Consulcesi ha inviato i propri consulenti nelle università di Roma, Napoli, Milano, Firenze, Ferrara, L' Aquila, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Pescara, Palermo, Pavia, Pisa e Torino. Questi hanno parlato direttamente con i candidati e hanno chiesto loro se avessero riscontrato delle irregolarità. La risposta, purtroppo, è stata affermativa nella stragrande maggioranza dei casi. Tant' è che, al momento, è previsto un aumento di circa il 30% di nuovi ricorsi rispetto all' anno scorso.

"A L' Aquila - si legge ancora - alcuni ragazzi hanno chiesto l' intervento dei Carabinieri perché si erano accorti che alcuni candidati copiavano, e alla loro richiesta di verbalizzazione del fatto sono stati spostati, mentre chi barava è rimasto al suo posto. Questi i casi più gravi, ma si segnala anche il fatto, notato dai ragazzi a Pavia e a Palermo, che è stata inserita una domanda su Leonardo da Vinci quando, invece, il Miur aveva assicurato che il questionario avrebbe riguardato solo il periodo storico del '900. Per non parlare di un errore di battitura che però poteva inficiare il senso di una delle domande: a Firenze, infatti, studenti hanno segnalato di aver trovato nella domanda 'un ovociti' e di aver perso diversi minuti a capire se si trattasse di singolare o plurale".

"C' era da aspettarselo, ma non nelle proporzioni gigantesche che vediamo in queste ore - spiega Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi - come ogni anno: test di Medicina e irregolarità sono quasi sinonimi eppure mai come oggi si sono verificate tante e gravi irregolarità. Da tempo sosteniamo che anche a fronte dell' aumento, previsto per il test di quest' anno, di 11.789 posti, parliamo ancora di numeri troppo esigui per garantire al nostro Paese un Servizio sanitario nazionale di livello, senza carenze di personale e con medici preparati". "Il problema sta alla base - prosegue Tortorella - è il sistema a essere sbagliato e negli anni ha dimostrato gravi lacune, confermando la sua inadeguatezza nel selezionare i medici del domani. A conti fatti, a decidere ogni anno chi deve entrare nelle Facoltà di Medicina sono i ricorsi, non il numero chiuso. Ogni anno è la stessa storia: da errori nei quesiti somministrati alla violazione della segretezza dei test e dell' anonimato dei candidati, dalla disposizione irregolare delle postazioni all' utilizzo di smartphone in aula. Per non parlare di quei 'furbetti' che, come riportato nei giorni scorsi dalla stampa, si sono muniti di auricolari-spia per barare al concorso e farsi suggerire le risposte giuste", denuncia.

Il test che ha fatto discutere

Le prove, iniziate in tutta Italia alle ore 11 per 100 minuti, hanno avuto un contenuto identico per tutte le Università sul territorio nazionale e sono state predisposte dal Miur attraverso una commissione di esperti, costituita con decreto ministeriale. Il test d'ammissione è consistito in 60 quesiti con 5 opzioni di risposta su argomenti di cultura generale (12), di ragionamento logico (10), di biologia (18), di chimica (12) e di fisica e matematica (8). Per la valutazione della prova si terrà conto di questi criteri: 1,5 punti per ogni risposta esatta; meno 0,4 punti per ogni risposta sbagliata; 0 punti per ogni risposta non data. La graduatoria sarà unica a livello nazionale.

Le sedi saranno assegnate in base alle opzioni in ordine discendente di graduatoria e in base alle preferenze indicate dallo studente all'atto dell'iscrizione al test. Anche se le proteste al numero chiuso sono numerose e arrivano da più parti, secondo molti esperti e docenti dell'accesso programmato non si può fare a meno. "Nelle condizioni attuali spero il numero programmato non venga abolito - ha detto il rettore de La Sapienza, Eugenio Gaudio - è un'esigenza che si è posta dopo le esperienze in Italia negli anni '70 e '80, quando il numero era aperto, che ha significato studenti che si iscrivevano ma non potevano seguire le lezioni e andare in corsia".

E proprio su quiz di logica che gli aspiranti medici hanno avuto le principali difficoltà. "Sono cose che si dovrebbero sapere", ha detto uno studente subito dopo la fine della prova all' università La Sapienza di Roma, "ma comunque io ho avuto diverse difficoltà". Le domande di cultura generale - in base ai racconti dei ragazzi - spaziavano dall' Unione europea, agli articoli della Costituzione italiana, passando per la vita di Leonardo Da Vinci e del matematico Alan Turing.

Al quesito su Turing "ho risposto perché avevo visto un film", ha detto una studentessa. C' erano poi altre domande, come chi ha scritto "Assassinio sull' Orient Express" e quale scrittore famoso è stato anche un medico. Per quanto riguarda l' Europa, agli studenti è stato chiesto di individuare gli Stati che non fanno parte della Ue. C' erano poi quesiti sui presidenti degli Stati Uniti e su come si diventa senatori in Italia. "Le domande di biochimica e chimica", ha spiegato un' altra studentessa, "erano, invece, nella media, non troppo difficili". Copia Copia video Il controverso test d' accesso Contrario all' eliminazione dei test per l' ingresso a Medicina è il rettore della Sapienza di Roma, Eugenio Gaudio . "Nelle condizioni attuali - ha spiegato - spero che il numero chiuso rimanga. Quando negli anni '60 e '70 c' era il numero aperto gli studenti avevano difficoltà a seguire le lezioni e ad andare in corsia. A fronte dell' eliminazione ci dovrebbero essere degli investimenti per adeguare gli spazi, i laboratori, i docenti e le corsie". Per Gaudio la priorità è mettere i ragazzi "nelle condizioni di studiare e di diventare dei buoni medici".

A Medicina il tanto contestato test di accesso è stato introdotto per legge alla fine degli anni '90, per adeguare il numero degli studenti alla richiesta effettiva di personale medico e ridurre i 'camici bianchi' disoccupati. Il sistema del numero chiuso riguarda le facoltà di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura e Scienze della formazione primaria. Quest' anno, secondo i dati ufficiali del Miur, sono 84.716 i candidati che si sono iscritti ai test per l' ammissione ai corsi di laurea a numero programmato. Ai 68.694 iscritti per Medicina e Odontoiatria, si aggiungono gli 8.242 per Architettura, i 7.780 per Veterinaria. Per quanto riguarda, invece, Medicina e Odontoiatria in lingua inglese, i candidati sono 10.450.

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