Vaccino senza aghi, primi test sugli animali

Infettivologia | Redazione DottNet | 17/09/2019 19:18

E' un nuovo 'cerotto' descritto nello studio pubblicato sul Journal of Investigative Dermatology

Niente aghi e una risposta del sistema immunitario come quella del vaccino antinfluenzale classico: è ciò che offre un nuovo 'cerotto' descritto nello studio pubblicato sul Journal of Investigative Dermatology. Positivi i èrimi test sugli animali, che già indicano come il cerotto possa diventare un passo importante per sostituire i metodi di vaccinazione basati sugli aghi, che richiedono la somministrazione da parte di operatori sanitari e la rimozione dei rifiuti a rischio biologico. Il fulcro del meccanismo, identificato nell'Università di Rochester, è una proteina chiamata claudina-1, che aiuta a mantenere la resistenza della barriera cutanea e a ridurre la permeabilità della pelle. In ricerche precedenti lo stesso gruppo aveva scoperto che la riduzione dell'espressione di questa proteina nelle cellule della pelle di donatori sani rendeva la cute più permeabile.

Si è quindi lavorato per sviluppare peptidi sintetici che si legano e inibiscono la claudina-1 nel tentativo di aprire la barriera cutanea. Successivamente si è progettato un cerotto contenente un peptide sintetico e un vaccino contro l'influenza ricombinante, testandolo in due modalità: nella prima il cerotto è stato sperimentato sui topi e successivamente è stato somministrato un vaccino antinfluenzale intramuscolare per aumentare l'immunità; nella seconda si è fatto il contrario: prima il vaccino e poi il cerotto Nel primo caso non si è verificata una risposta immunitaria significativa, il che suggerisce che il cerotto potrebbe non essere efficace nel caso in cui non sia stato somministrato prima un vaccino antinfluenzale, ma a seguito della vaccinazione si è innescata una robusta risposta immunitaria. Ciò suggerisce che il cerotto potrebbe aumentare l'immunità preesistente per chiunque abbia sei mesi o più e sia stato vaccinato o esposto al virus dell'influenza, imitando ciò che accade quando si fanno vaccini antinfluenzali stagionali anno dopo anno.

 

fonte: Journal of Investigative Dermatology

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