
Sono stati presentati alla Fondazione Mondino di Pavia, nella seconda giornata di "All4AD - Alliance for Alzheimer's Disease and other Dementias" (il congresso rivolto a tutti gli specialisti coinvolti nello studio e nella cura delle patologie neurodegenerative a carattere dementigeno), i dati preliminari della sperimentazione di un nuovo modello di assistenza per le persone con demenza e Alzheimer. L'iniziativa è fondata sulla formazione degli operatori sanitari e sul coinvolgimento di familiari, caregiver e territorio. Dai primi risultati dello studio, denominato "Progetto Identità" e promosso dalla Fondazione Mondino in collaborazione con l'Università di Pavia, è emerso che formando adeguatamente gli operatori è possibile ottenere un significativo miglioramento delle condizioni dei pazienti ricoverati in ospedale. Il progetto, condotto su 64 pazienti e che ha coinvolto quasi 100 professionisti sanitari, era mirato a valutare il percorso delle persone con decadimento cognitivo all'interno di una degenza in un normale reparto ospedaliero per acuzie.
"La valutazione dei pazienti è stata ripetuta dopo la formazione del personale - ha spiegato la psicologa Alessia Rosi, borsista di ricerca presso l'Università di Pavia -. Il personale ha migliorato le proprie conoscenze, come rilevato dalla somministrazione di alcuni questionari specifici, ma il dato più importante è che i giorni di degenza dei pazienti con decadimento cognitivo sono diminuiti e le loro condizioni, come autonomia, ansia e depressione, sono migliorate o rimaste stabili". "È quindi bastata la formazione specifica del personale sanitario sulla demenza e disturbi cognitivi - ha aggiunto Nicola Allegri, psicologo di Fondazione Mondino e responsabile del progetto - per migliorare le condizioni del paziente e fare un miglior uso delle risorse". Lo studio, che ha preso avvio a settembre 2018 e si concluderà a febbraio 2020, è realizzato all'Ospedale Civile di Vigevano (Pavia) in quattro reparti: medicina interna, chirurgia, ortopedia e cardiologia. La formazione è stata strutturata in cinque incontri a cui hanno partecipato 93 professionisti sanitari comprendenti medici, infermieri, OSS e fisioterapisti.




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