
Studio Usa: la prima ricercatrice è una napoletana della Scuola di Medicina della Texas Tech University
E' anche grazie a una napoletana che sta facendo ricerca negli Stati Uniti d'America che ora i recettori del dolore hanno meno segreti. Mariacristina Mazzitelli, alla Scuola di Medicina della Texas Tech University, è l'autrice principale di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Neuropharmacology e che svela i segreti su come ridurre il dolore. Grazie a un farmaco non ancora in commercio, infatti, è stato dimostrato come poter disinnescare i ricettori che lo scatenano. Il lavoro si è concentrato sull'amigdala, un ammasso a forma di mandorla che si trova all'interno di ciascuno dei lobi temporali del cervello.
L'amigdala fa parte del cervello limbico, una disposizione di cellule nervose e reti che controllano le funzioni di sopravvivenza di base ed emozioni come la paura e svolgono un ruolo centrale in disturbi come l'ansia, la dipendenza e il dolore.
fonte: Neuropharmacology
Un’ampia ricerca internazionale rassicura le future mamme: i trattamenti contro il reflusso non compromettono la salute dei figli.
Dall’alimentazione consapevole alla lotta alle fake news, l’Istituto Superiore di Sanità indica dieci priorità per il nuovo anno. Al centro prevenzione, benessere psicologico e responsabilità collettiva.
Arriva una novità negli Stati Uniti dal 2026. La Fda ha approvato la versione in pillola del Wegovy, efficace quanto le iniezioni.
Industria, Pmi e politica concordano sul superamento del payback. Ma il meccanismo resta. Il nodo non è sanitario, è di finanza pubblica.
Via libera da Aifa, riduce i sintomi intestinali senza l'uso di steroidi
Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi
Lo rivela la prima analisi globale sull'argomento pubblicata sulla rivista The Lancet e condotta dal Global Research on Antimicrobial Resistance (Gram) Project
La dose giornaliera del farmaco contro il diabete ha preservato la cognizione e ritardato il declino di alcuni tessuti
Commenti