Canali Minisiti ECM

Il rischio frattura all'anca cresce se si aumentano le vitamine del Gruppo B

Medicina Interna Redazione DottNet | 15/10/2019 13:31

Lo studio vale nelle persone sane: la giusta dose è assicurata da una dieta equilibrata

Le vitamine del gruppo B sono essenziali per una buona salute, ma il consumo eccessivo può essere dannoso. Un recente studio, pubblicato sulla rivista JAMA Network Open, ha mostrato infatti il collegamento tra l'utilizzo di integratori e un maggior rischio di frattura dell'anca.  I ricercatori hanno esaminato in particolare le vitamine B-6 e B-12, che svolgono molte importanti funzioni nel corpo e la cui giusta dose è normalmente assicurata da una dieta sana e varia. In questo caso, il team ha avuto accesso ai dati di 75.864 donne in post menopausa, di cui erano disponibili anche molte informazioni relative a salute, dieta e integratori, assunzione di farmaci.

Durante lo studio di 20 anni, ci sono stati 2.304 casi di frattura dell'anca che non erano associati a cancro o traumi gravi. Rispetto alle donne con il più basso apporto di entrambe le vitamine, le donne con il più alto apporto giornaliero (almeno 35 mg di B6 e 20 mcg di B12) avevano il 50% in più di probabilità di avere fratture dell'anca durante il periodo di studio.

Gli scienziati hanno anche notato che livelli eccessivi di vitamine del gruppo B erano associati al consumo di integratori, non all'assunzione con la dieta. "Molte persone assumono integratori senza indicazioni chiare e ad alte dosi, anche perché sono prontamente disponibili nelle farmacie e su Internet", ha dichiarato l'autore principale dello studio, Haakon Meyer dell'Università di Oslo, in Norvegia. Quanto ai possibili motivi dell'associazione, vi è la teoria che alti livelli di vitamina B-6 possano accelerare la perdita ossea, contrastando l'influenza modulante degli estrogeni sui recettori degli steroidi.  

pubblicità

fonte: JAMA Network Open

Commenti

I Correlati

Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.

Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona

La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo

Andrea Montagnani è il nuovo presidente nazionale Fadoi: tra le priorità innovazione organizzativa, rafforzamento della medicina interna ospedaliera e integrazione tra ospedale e territorio.

Ti potrebbero interessare

Uno studio dell’Università di Bologna evidenzia come il progressivo abbassamento dei valori e le differenze tra linee guida possano influenzare percezione dei pazienti, scelte cliniche e ricorso alle cure

La malattia colpisce 1 adulto su 4. In vista del World Liver Day del 19 aprile, gli esperti richiamano alla prevenzione e alla diagnosi precoce

Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.

La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo

Ultime News

Più letti