
Hanno una probabilità 2,5 volte maggiore di avere una reazione avversa che richiede una visita di emergenza, ed una probabilità 8 volte maggiore che si arrivi all'ospedalizzazione
I pazienti 'over 65' hanno una probabilità 2,5 volte maggiore rispetto alla popolazione generale di avere una reazione avversa che richiede una visita di emergenza, ed una probabilità 8 volte maggiore che questa richieda ospedalizzazione. E' quanto emerge dai dati del progetto 'Reposi' (Registro Politerapie) della Società italiana di medicina interna (Simi), che dal 18 al 20 ottobre si riunirà a Roma per il 120.esimo congresso nazionale. Il report, realizzato dalla Simi con l' Istituto Mario Negri e il Policlinico di Milano, ha permesso di raccogliere dal 2008 a oggi i dati di oltre 7 mila pazienti 'over 65' ricoverati nei reparti di medicina interna e geriatria di tutta Italia. Secondo 'Reposi', "dal 3% al 28% di tutte le ammissioni in ospedale sono relative a reazioni avverse a farmaci, il 5-20% dei pazienti sperimenta una reazione avversa durante l' ospedalizzazione, quasi i due terzi delle reazioni avverse che richiedono una ospedalizzazione sono potenzialmente prevenibili"
''In uno scenario, fortemente orientato alla cura delle singole malattie e dominato dalla tendenza ad aggiungere farmaci, sia durante il ricovero che alla dimissione - osserva Antonello Pietrangelo, presidente della Simi - è ancora sottovalutata l' importanza di una valutazione sistematica dell' appropriatezza prescrittiva, del 'deprescribing' e dei problemi farmaco-correlati, in modo da poter impostare una terapia personalizzata e orientata alla cura del paziente che tenga conto da un lato del valore globale di beneficio/rischio delle diverse terapie prescritte e dall' altro dei reali bisogni di cura del malato, identificando priorità terapeutiche ed eliminando i farmaci inappropriati o inutili e quelli a rischio di interazione e reazioni avverse".
''In questi dati si evidenzia il superamento dell' approccio medico che tende a categorizzare i pazienti per patologia - conclude Pietrangelo - pazienti e servizio sanitario nazionale hanno bisogno di sintesi e ragionamento clinico, di una figura medica in grado di prendersi cura in primis del paziente nel suo complesso e di interfacciarsi efficacemente con altre figure professionali, incluso il medico di medicina generale. E' questa una strada da cui attendersi un miglioramento della qualità e della sicurezza dei servizi e un utilizzo appropriato ed equo delle risorse disponibili". Per sottolineare l' urgenza di rispondere ai nuovi bisogni della popolazione con un approccio medico diverso, nel corso del congresso nazionale, la Simi presenterà la campagna di sensibilizzazione 'Simicura', "un' iniziativa multicanale rivolta a pazienti, cargiver, opinione pubblica, professionisti della sanità e istituzioni per raccontare la figura del medico internista e riaffermare la centralità della medicina interna nel semplificare la gestione del percorso diagnostico e terapeutico del paziente cronico, multipatologico o con diagnosi difficile", concludono i medici internisti.
Avis richiama l’attenzione sulla filiera del plasma: domanda in crescita e dipendenza dal mercato estero per una quota rilevante di farmaci salvavita.
Dalle tensioni internazionali alle ricadute sulla spesa pubblica, emergono segnali di pressione su supply chain, costi e capacità di erogazione dei servizi sanitari.
Il documento ISS del 3 febbraio non è una notizia. Ma torna attuale mentre AIFA apre il fronte della prescrittomica: dati solidi, ma ancora separati dalle scelte terapeutiche.
Al Ministero della Salute confronto sulla riforma della distribuzione dei farmaci. Più territorio e prossimità, ma resta centrale l’equilibrio tra accesso e sostenibilità.
Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.
La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo
Andrea Montagnani è il nuovo presidente nazionale Fadoi: tra le priorità innovazione organizzativa, rafforzamento della medicina interna ospedaliera e integrazione tra ospedale e territorio.
L'XLH ha un’incidenza stimata di 1 caso ogni 20.000 persone, ma è una malattia sottodiagnosticata
Commenti