L'Anaao ricorre al Tar contro gli specializzandi negli ospedali veneti

Sindacato | Redazione DottNet | 31/10/2019 16:43

Zaia: ''Se si dice che essi costituiscono un pericolo per la sanità significa anche dare un giudizio negativo sull' intero sistema formativo, ma non è così''

L' Anaao Assomed del Veneto ricorre al Tar di Venezia per impugnare le delibere adottate dalla Giunta a Ferragosto, che prevedono di "far fronte all' asserita carenza di personale medico specializzato nelle unità operative di pronto soccorso e nell' area internistica attraverso il reclutamento di medici non specializzati né iscritti a scuole di specializzazione, per i quali è previsto solamente un breve ciclo di formazione teorico/pratico di 400 ore (nel dettaglio 92 ore dedicate alla parte teorica e 308 ore dedicate al tirocinio) in sostituzione del canonico percorso di specializzazione".

"Davvero non si comprende - contesta l' Anaao - come un corso di così breve durata e di così scarno contenuto possa sostituire un percorso, come quello della scuola di specializzazione, che richiede come minimo quattro o cinque anni di formazione a seconda del percorso previsto per ogni singola disciplina.Tale scelta, oltre a essere lesiva nei confronti dei migliaia di medici specializzati e specializzandi che vedono banalizzato il proprio percorso di formazione, crea un gravissimo rischio clinico nei confronti degli utenti del Servizio sanitario regionale, che saranno affidati alle cure di personale inesperto e non in grado di assicurare l' erogazione dei Livelli essenziali di assistenza", sottolinea il sindacato. Una scelta che, secondo l' Anaao Veneto, espone sia i giovani medici sia le aziende sanitarie "al serio rischio di un aumento esponenziale delle richieste risarcitorie da errore clinico. Sono decisioni politiche, assolutamente pericolose per i cittadini, con il recondito obbiettivo di risparmiare sulla pelle delle persone. Medici e sindacati pretendono che siano rispettate le condizioni minime di sicurezza e di qualità delle cure e organizzative per i cittadini: nessun alibi può giustificare il venir meno di queste condizioni e le sistematiche e continuative violazioni delle norme di Legge", conclude.

  ''E' un diritto di ogni cittadino impugnare degli atti pubblici, ma nelle nostre delibere crediamo fermamente e le difenderemo nell' interesse dei cittadini veneti. Quindi ci rivediamo in tribunale'', risponde il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, apprendendo la notizia. ''Non possiamo peraltro accettare - aggiunge Zaia - che si dica che queste assunzioni significano mettere a repentaglio la sanità del Veneto, anche perché questi medici sono tra l' altro gli stessi che possono fare la guardia medica. Abbiamo anche più volte e fin da subito chiarito che i giovani laureati e abilitati entreranno con il compito di coadiuvare i colleghi strutturati nei Pronto Soccorso, in medicina e in Geriatria, non di fare interventi chirurgici e attività complesse''.

''Se poi si dice che essi costituiscono un pericolo per la sanità - prosegue il Governatore - significa anche dare un giudizio negativo sull' intero sistema formativo, ma non è così''. Zaia ricorda anche che ''stiamo andando avanti nel confronto con le Università con le quali definiremo un accordo e un piano di lavoro per l' aumento delle borse di studio di specialità, per l' ingresso in corsia degli specializzandi a partire dal terzo anno, e per attivare la formazione, in collaborazione con le Università stesse, di questi giovani medici da assumere. Misure - conclude il Governatore - che sono state richieste e inserite in un documento votato all' unanimità dalle Regioni italiane e trasmesso al Governo''.

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