
Inibendo un gene è possibile far morire le cellule cancerose
In 9 casi su 10 di tumore del colon le cellule cancerose hanno una cosa in comune: la mutazione del gene Apc. Per tutti i tumori che rientrano proprio in questa categoria, in futuro grazie all'inibizione di un altro gene potrà essere possibile distruggere le cellule cancerose e quindi individuare una terapia ancor più efficace delle attuali. A dirlo è uno studio del gruppo di ricerca della Julius-Maximilians-Universitaet di Wuerzburg, in Germania, che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Cell Biology. Inibendo un gene particolare (l'Elf2b5), le cellule cancerose mutate del colon sono morte grazie alla morte cellulare programmata, un programma di autodistruzione con il quale l'organismo normalmente arriva ad eliminare le cellule danneggiate o invecchiate.
fonte: Nature Cell Biology
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Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.
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Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
Un’iniezione locale di nivolumab sulle lesioni precancerose della bocca riduce il rischio di progressione e può evitare interventi chirurgici ripetuti e debilitanti.
Una ricerca della Sapienza individua un nuovo bersaglio molecolare che potrebbe rendere le terapie più efficaci
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Dallo studio Nibit-M2 una svolta storica per i pazienti con metastasi cerebrali asintomatiche. Sopravvivenza a lungo termine e nuovi biomarcatori aprono la strada a cure sempre più personalizzate
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