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Il successo dell'immunoterapia del cancro dipende dal microbiota

Oncologia Redazione DottNet | 13/11/2019 13:42

"C'è un nesso causale tra composizione del microbiota e immunoterapia del cancro"

 Il microbiota influenza l'efficacia della risposta all'immunoterapia, nuova frontiera della cura dei tumori, premiata con il Nobel nel 2018. E' uno degli argomenti che saranno dibattuti al 'Mibioc - The way of the microbiota in cancer', convegno internazionale sul ruolo del microbiota in oncologia, all'Istituto Tumori (INT) di Milano, 21 e 22 novembre.  "C'è un nesso causale tra composizione del microbiota (cioè l'insieme di batteri, funghi e virus che popola il corpo umano: pelle, mucosa, tratto gastrointestinale, ndr) e immunoterapia del cancro - spiega Licia Rivoltini, responsabile dell'Immunoterapia dei Tumori Umani all'INT - e diversi studi hanno osservato che i pazienti in cui l'immunoterapia è efficace hanno un microbioma intestinale molto ricco di specie diverse mentre nei pazienti resistenti a questo trattamento il repertorio del microbioma è più limitato.

Certo - precisa - siamo solo agli inizi di queste ricerche (molti studi sui topi e pochi sull'uomo) e i meccanismi con cui questo avviene stiamo imparando solo ora a conoscerli". Ogni individuo ha un suo microbiota acquisito alla nascita, che via via si modifica in base alla dieta.

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E gli studi sulla Dieta Mediterranea confermano la sua superiorità da questo punto di vista relativamente al potenziamento del sistema immunitario. All'INT la ricerca si sta dedicando anche alla possibilità di stabilire una associazione fra il microbiota e la probabilità di sviluppare effetti collaterali alla radioterapia. Un'altra delle poche implicazioni cliniche riguarda l'uso degli antibiotici in pazienti oncologici sottoposti a immunoterapia. "Attualmente si cerca di limitarne l'uso, a fronte della necessità di debellare le infezioni - continua Rivoltini - con l'idea di non alterare l'equilibrio del microbiota nelle delicate fasi di attivazione della risposta immunitaria. E' certo infatti - precisa - che alcuni antibiotici esercitano sul microbioma perturbazioni importanti, che non è detto si possano eliminare in poco tempo". "La grande speranza è ovviamente quella di capire se attraverso una manipolazione del microbioma si possa un giorno rendere sensibili al controllo del sistema immunitario quei tumori che di natura non lo sono - conclude la ricercatrice - Molte le strategie in corso di studio, dal trapianto fecale ai prebiotici, i probiotici e vari interventi dietetici specifici.  Non abbiamo però ancora indicazioni sulla reale utilità di questo tipo di interventi".

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