In crisi il mercato delle E-Cig dopo l'allarme Usa

Pneumologia | Redazione DottNet | 13/11/2019 20:32

Pronta una guida per l'uso sicuro. Meno 30% le vendite, secondo l'esperto c'è una percezione distorta, no al fai da te

I casi di polmonite da svapo verificatisi negli Stati Uniti si sono abbattuti sul mercato italiano delle sigarette elettroniche, segnando un crollo del -30% delle vendite negli ultimi due mesi. Intanto dal mondo scientifico arriva un freno agli allarmismi e il vademecum per un uso corretto delle e-cig: niente mix di aromi fai da te, rifornirsi solo da rivenditori ufficiali e fare attenzione anche ai pezzi di ricambio dei dispositivi. Risale ad agosto la notizia del primo caso di grave malattia respiratoria collegata alle sigarette elettroniche negli Stati Uniti.

Da allora i casi sono hanno superato i 2000 e 40 sono stati i decessi, mentre un utilizzatore di e-cig di soli 17 anni è stato il primo statunitense a subire, pochi giorni fa, un delicatissimo trapianto doppio di polmoni. In Italia non si segnalano episodi, ma, a seguito del clamore mediatico, "il periodo settembre-ottobre - spiega Umberto Roccatti, presidente dell'Associazione Nazionale Produttori di Fumo Elettronico (Anafe Confindustria) - ha registrato un calo del -30% del mercato dei prodotti per fumo alternativi, rispetto a luglio-agosto. E questo nel contesto di un mercato che, nel 2019, stava segnando un forte recupero rispetto alla stagnazione degli anni precedenti". Un calo di consumi andato di pari passo con un cambio di percezione nella popolazione. Secondo un'indagine condotta la settimana scorsa, sottolinea Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research, "per il 48% degli intervistati non ci sono differenze di dannosità tra sigarette elettroniche e tradizionali. Ovvero diminuiscono le persone che ignorano che le e-cig riducono i danni da fumo".

Negli ultimi mesi, conferma Umberto Tirelli, oncologo del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, "si è generata una percezione distorta, che ha fatto leva su un allarmismo ingiustificato e che non trova riscontro nei dati scientifici".  Numerosi studi hanno confermato che svapare ha il 95% di tossicità in meno rispetto a fumare tabacco. Anche le e-cig, però, non sono senza rischi. "Nei vapori sono state trovate tracce di cancerogeni come la formaldeide e due aromi dei 7.700 presenti in commercio sono attenzionati, vaniglia e cannella", precisa Fabio Beatrice, responsabile del Centro Antifumo dell'ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Tuttavia, a creare il danno, "è soprattutto l'utilizzo sbagliato". Il primo consiglio, prosegue il past president della Società Italiana di Tabaccologia, "è utilizzare device e liquidi a norma CE e rifornirsi solo in negozi autorizzati: no all'acquisto tramite dark web o canali online non certificati".

In secondo luogo, no al fai da te e ai liquidi fatti in casa. "Nei sistemi aperti bisogna evitare di aggiungere mix fatti in casa. Proprio a questi sono dovute le polmoniti da svapo negli Usa, dove, per esaltare il sapore della marijuana veniva aggiunta vitamina E acetata". Infine, "utilizzare solo pezzi di ricambio del produttore ufficiale: anche bocchini, filtri, atomizzatori e serbatoi possono presentare tracce di tossicità, dovuta alla dispersione di metalli con i quali sono realizzati". Per tutti, conclude l'esperto, resta valido il consiglio di "non iniziare a utilizzare e-cig se non si è fumatori".

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