
Esperta, possono fare più male che bene e bloccare farmaco
Chi ha un tumore e prende integratori a base di erbe, dovrebbe dirlo al suo medico, perchè alcuni dei loro ingredienti, come aglio, ginkgo o zenzero, potrebbe bloccare l'azione della terapia anti-cancro. A spiegarlo è Maria Joao Cardoso, chirurgo del seno del Champalimaud Cancer Centre di Lisbon, parlando all'Advanced Breast Cancer Fifth International Consensus Conference, come segnala la Bbc. "I medici devono essere più attivi nel chiedere ai pazienti se stanno prendendo altre cose mentre sono in trattamento per un tumore", evidenzia. E' importante che si faccia questo controllo soprattutto prima di prendere terapie complementari per un tumore che si è diffuso alla pelle.
Dall’IRCCS Regina Elena un’analisi del valore della comunicazione infermiere-paziente in oncologia: empatia, informazione e continuità migliorano l’esperienza di cura.
Alcuni alimenti tipici di Natale possono sostenere l’immunoterapia: ecco quali molecole aiutano il sistema immunitario contro il cancro.
Approvato in Commissione Bilancio l’emendamento sullo screening nutrizionale oncologico. SINPE, FAVO, ACC e AIOM: “Un passo decisivo per qualità delle cure ed equità”.
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Sono un antiepilettico e un farmaco per il colesterolo che insieme sono in grado di modificare la biologia del tumore e potenziare l'effetto della chemioterapia
Dal melanoma al seno. Da studiare il fenomeno della resistenza in certi pazienti
Ricercatori di IEO e dell’Università degli Studi di Milano scoprono come farmaci già in uso possono essere potenzialmente efficaci contro tumori con una diffusa anomalia genetica
I nuovi dati dello studio MARIPOSA, presentati alla World Conference on Lung Cancer 2024, hanno confermato una superiorità clinica a lungo termine della terapia amivantamab più lazertinib rispetto alla monoterapia con osimertinib
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