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Consumare latte e formaggi riduce il rischio di tumori

Nutrizione Redazione DottNet | 26/11/2019 13:49

La ricerca è stata condotta da un gruppo di studiosi italiani, nell'ambito dello studio europeo Prospective investigation on cancer and nutrition (Epic -Italy)

Il consumo di prodotti lattiero-caseari potrebbe aiutare a ridurre il rischio di tumori e di malattie cardiovascolari. A dirlo è la ricerca condotta da un gruppo di studiosi italiani, nell'ambito dello studio europeo Prospective investigation on cancer and nutrition (Epic -Italy), che coinvolge 520 mila persone in 10 Paesi, relativo all'associazione tra prodotti lattiero-caseari e mortalità.

La ricerca, pubblicata sulla rivista The American Journal of Clinical Nutrition, è stata presentata all'AGRO-FOOD LAB dell'Università di Brescia in un convegno organizzato dalla cooperativa aderente a Confcooperative, Aop Latte Italia.

    Secondo i dati dello studio italiano condotto su 45.009 persone, dopo una media di 14,9 anni, durante i quali si sono registrati 2.468 decessi (il 59% per cancro e il 19% per malattia cardiovascolare), non solo non è stata trovata alcuna associazione significativa tra il consumo dei prodotti lattiero-caseari e la mortalità, ma è stata riscontrata una riduzione del 25% del rischio di mortalità con l'assunzione di latte da 160 a 120 grammi al giorno.

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Nessuna differenza è stata trovata scomponendo il consumo di latte tra intero e scremato.  "Sono questi messaggi positivi e rassicuranti che stiamo diffondendo in una campagna di comunicazione sul web e sui social autofinanziata dalle cooperative, intitolata 'Verde Latte Rosso'", commenta il coordinatore settore lattiero-caseario di Alleanza Cooperative Agroalimentari, Giovanni Guarneri, nel precisare.  L'obiettivo è rilanciare il consumo di latte e dei latticini, veicolare il valore economico, sociale ed ambientale di migliaia di aziende italiane. Il settore lattiero-caseario di Alleanza cooperative rappresenta oltre 600 cooperative, a cui aderiscono 17 mila stalle che producono il 63% della materia prima nazionale per un valore di 7 miliardi di euro, pari al 50% del fatturato nazionale del comparto.

fonte: The American Journal of Clinical Nutrition

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