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L'Ue adotta i limiti sui Pfas nell'acqua. Costa, successo dell'Italia

Adesso occorre l'ok finale dei paesi membri, previsto nell'anno nuovo
Sanità pubblica

 Dopo oltre 20 anni l'Ue aggiorna i requisiti minimi sull'acqua potabile per renderla più sicura, accessibile e 'trasparente' a cittadini più informati.   L'accordo tra le istituzioni europee sulla nuova direttiva acque, nata grazie alla spinta dell'Iniziativa dei cittadini right2water del 2013, è arrivato nella notte di ieri ed è provvisorio. Deve aspettare l'ok finale dei paesi membri, nell'anno nuovo. Ma introduce per la prima volta valori limite per le sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas), a cominciare dalle venti più comuni delle 4.700 attualmente utilizzate.

"Un successo italiano", rivendica il ministro all'ambiente Sergio Costa, con il nostro paese "in prima fila nel chiedere massima ambizione sui Pfas".  "Vedere 0,1 microgrammi al litro come valore limite per tutta l'Europa - aggiunge Costa - è un riconoscimento del lavoro fatto da noi". I valori limite Ue non impediscono ai Paesi di adottare criteri anche più stringenti.  Al Consiglio ambiente di oggi altri quattro Stati (Danimarca, Lussemburgo, Olanda e Svezia) hanno chiesto all'Ue nuove azioni per ridurre l'emissione di questi contaminanti industriali nell'ambiente. Una buona occasione potrebbe essere la strategia delle sostanze chimiche per la sostenibilità, che nell'agenda verde (green deal) della Commissione europea è in programma per l'estate dell'anno prossimo.  Se approvata definitivamente nei primi mesi del 2020, la nuova direttiva acque dovrà essere recepita dai paesi membri al massimo nel 2022. Dimezza i valori limite del piombo (da 10 a 5 microgrammi per litro) in 15 anni e per il cromo, introduce nuovi limiti per il bisfenolo A e una lista di 'osservati speciali' tra cui le microplastiche. All'agenzia europea per i chimici (Echa) spetterà creare requisiti tecnici per i materiali da contatto, cioè tubi e condutture.  O

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ltre ad aggiornare parametri sanitari e di qualità risalenti al 1998, la direttiva prevede obblighi per i fornitori e sancisce diritti dei consumatori che sono completamente nuovi.   Gli Stati membri dovranno promuovere e migliorare l'accesso all'acqua potabile, e i fornitori dare informazioni ai consumatori in tutta Europa, come la misurazione delle perdite d'acqua, parametri microbiologici e chimici (come quelli già disponibili per l'acqua in bottiglia), prezzo dell'acqua per litro e metro cubo, quantità consumata per famiglia e l'andamento annuale e confronto con una famiglia media, e consigli sulla riduzione dei consumi.

Sanità pubblica
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