
"Le persone affette da malattie del sangue in conseguenza del Dpr 139/2017 sono considerate idonee alla guida ma, qualora soffrano di patologie concomitanti, laddove previsto dal codice della strada dovranno comunque recarsi dalla commissione medica locale per ottenere il rilascio della patente".
Lo ha ricordato il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri rispondendo in commissione Sanità al Senato all'interrogazione parlamentare di Paola Boldrini. C'è poi un'altra circostanza che demanda al giudizio della commissione medica locale: "Quando - ha spiegato Sileri - l'esito degli accertamenti clinici, strumentali e di laboratorio faccia insorgere dubbi sull'idoneità e la sicurezza alla guida del soggetto".
Per quanto riguarda "il blocco procedurale segnalato nell'atto ispettivo - ha proseguito il viceministro -, in base a quanto di conoscenza del ministero della Salute, esso risulta scaturire da problematiche di natura meramente tecnica e informatica, evidenziate presso alcuni uffici della Motorizzazione civile dislocati nel territorio nazionale, mentre le commissioni mediche locali non hanno la possibilità di agire per sbloccare il sistema informatico". Sileri ha infine sottolineato che "il ministero della Salute da sempre condivide e sostiene le proposte di modifiche relative al codice della strada volte ad alleggerire il carico burocratico ai fini del rilascio della patente di guida a vantaggio dei pazienti affetti da malattie del sangue, accogliendo le istanze pervenute dalle associazioni e offrendo il proprio contributo per consentire le opportune modifiche al Dpr 139/2017".

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