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Ddl aggressioni medici, a febbraio alla Camera

Speranza: "autorizziamo le Regioni a spendere 15% in più rispetto alla quota aggiuntiva del fondo sanitario che sono due miliardi"
Sanità pubblica

Presto il Ddl sulle aggressioni ai medici e agli operatori sanitari arriverà alla Camera. Ad annunciarlo, intervenendo alla trasmissione Coffee Break su La7, è il ministro della Salute Roberto Speranza. "La norma sulle aggressioni ai medici e agli operatori sanitari - spiega il ministro - non risolverà tutti i problemi ma è un segnale importante. Dà il segno che il Paese si fa carico delle preoccupazioni e paure di queste persone. Nella riunione dei capigruppo di ieri è stata calendarizzata e arriverà in Aula nel mese di febbraio. È stata già approvata all'unanimità al Senato.   Ora arriva in Aula nel mese di febbraio. È un fatto positivo che questo provvedimento vada avanti in maniera spedita". Il ministro si è poi soffermato sul tetto per la spesa del personale, che a lungo ha bloccato le assunzioni in sanità.

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"Finalmente - ha spiegato - con questa manovra di bilancio facciamo in grande passo in avanti perché autorizziamo le Regioni a spendere 15% in più rispetto alla quota aggiuntiva del fondo sanitario che sono due miliardi. Per la prima volta diciamo alle Regioni che questo tetto che ha bloccato la spesa del personale per molti anni viene in maniera consistente allargato". "Poi diamo loro - aggiunge Speranza - anche alcuni strumenti, ne dico qualcuno: le graduatorie vigenti in ambito sanità si possono scorrere, i precari finalmente possono essere stabilizzati con le nuove norme che allargano i termini della Legge Madia avremo la possibilità di stabilizzare oltre 30mila persone. Se abbiamo persone che hanno voglia di restare qualche anno in più a lavoro, abbiamo medici bravi, non sono costretti ad andare in pensione fino ai 70 anni. La tecnologia è fondamentale, così come le innovazione. Ma alla fine la cosa più importante in sanità e' e resta il capitale umano. L'Ssn negli ultimi 15 anni ha retto solo grazie alla passione di queste persone". 

Sanità pubblica
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