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Gli italiani danno la sufficienza al Sistema sanitario

Studio di Deloitte, male la percezione sulle liste d'attesa
Sanità pubblica

Gli italiani danno la sufficienza al Sistema sanitario nazionale ma bocciano il sistema per le liste d'attesa, la cui percezione è peggiorata nell'ultimo anno. A dirlo è la fotografia contenuta sull'Outlook Salute Italia 2021, uno studio realizzato da Deloitte e presentato oggi a Roma. Il voto medio (su una scala da 1 a 10) che viene dato al Sistema sanitario nazionale è di 6,3 e il voto medio assegnato alla sanità privata è di 7,3. Vengono premiati i servizi di prossimità come il 118 (voto medio 6,8), i servizi offerti da medico di famiglia e pediatra (6,8) e i servizi aggiuntivi disponibili in farmacia (6,6).

Le criticità vengono notate sui tempi d'attesa (il voto medio è inferiore a 5 per tempi di attesa relativi a ricoveri ospedalieri, diagnostica e visite ambulatoriali) e denotano un peggioramento nel corso dell'ultimo anno. Solo un intervistato (degli oltre 3500) ogni 5 ha sottoscritto polizze sanitarie: il 76% di loro si ritiene soddisfatto e la consiglierebbe. Il 49% di chi non le ha non vuole acquistarla, principalmente a causa di costi troppo elevati (44%) e perché non ne avvertono l'esigenza (30%). Nell'ultimo triennio circa un terzo degli italiani si è spostato dalla propria Regione per cure sanitarie. La mobilità sanitaria è stata effettuata principalmente verso altre regioni italiane (il 72% tra coloro che hanno viaggiato per motivi di salute) per visite specialistiche o ricoveri ospedalieri. Poco più della metà della popolazione conosce il fascicolo sanitario elettronico (59%) e poco più di un terzo del campione ha ricevuto un referto medico via e-mail (37%) o ha prenotato online una prestazione sanitaria (35%). Solo l'8% ha fruito di servizi di telemedicina, quota inferiore rispetto a quanto registrato a livello mondiale da Deloitte stessa (dal 13% al 29%).

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"I risultati della ricerca confermano il posizionamento del Sistema sanitario nazionale, riconosciuto come uno dei migliori a livello globale, in quanto il giudizio complessivo restituito dagli italiani è positivo - spiega Guido Borsani, socio di Deloitte Italia e coordinatore dello studio - Emerge tuttavia un'area di grande sofferenza dettata dalla quota di pazienti che hanno rinunciato a cure mediche per motivi economici. Purtroppo, con riferimento all'ultimo anno, la percentuale supera un quarto dei rispondenti. Questo fenomeno costituisce un elemento di preoccupazione circa la tenuta dell'universalità del nostro Sistema".

Sanità pubblica
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