
Studio di Deloitte, male la percezione sulle liste d'attesa
Gli italiani danno la sufficienza al Sistema sanitario nazionale ma bocciano il sistema per le liste d'attesa, la cui percezione è peggiorata nell'ultimo anno. A dirlo è la fotografia contenuta sull'Outlook Salute Italia 2021, uno studio realizzato da Deloitte e presentato oggi a Roma. Il voto medio (su una scala da 1 a 10) che viene dato al Sistema sanitario nazionale è di 6,3 e il voto medio assegnato alla sanità privata è di 7,3. Vengono premiati i servizi di prossimità come il 118 (voto medio 6,8), i servizi offerti da medico di famiglia e pediatra (6,8) e i servizi aggiuntivi disponibili in farmacia (6,6).
Le criticità vengono notate sui tempi d'attesa (il voto medio è inferiore a 5 per tempi di attesa relativi a ricoveri ospedalieri, diagnostica e visite ambulatoriali) e denotano un peggioramento nel corso dell'ultimo anno. Solo un intervistato (degli oltre 3500) ogni 5 ha sottoscritto polizze sanitarie: il 76% di loro si ritiene soddisfatto e la consiglierebbe.
"I risultati della ricerca confermano il posizionamento del Sistema sanitario nazionale, riconosciuto come uno dei migliori a livello globale, in quanto il giudizio complessivo restituito dagli italiani è positivo - spiega Guido Borsani, socio di Deloitte Italia e coordinatore dello studio - Emerge tuttavia un'area di grande sofferenza dettata dalla quota di pazienti che hanno rinunciato a cure mediche per motivi economici. Purtroppo, con riferimento all'ultimo anno, la percentuale supera un quarto dei rispondenti. Questo fenomeno costituisce un elemento di preoccupazione circa la tenuta dell'universalità del nostro Sistema".
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.
Secondo dati diffusi dall’Associazione Luca Coscioni, la procedura farmacologica sfiora il 60%. Persistono forti differenze territoriali e limiti organizzativi.
Dati ISTAT e allarme AUPI. Gli psicologi chiedono politiche strutturate su educazione digitale, prevenzione e ruolo delle piattaforme.
Il ministro della Salute rilancia su più fronti: monitoraggio delle liste, prevenzione, carenza di specialisti e medicina territoriale. La durata del Governo come condizione per chiudere i cantieri aperti
Circa 500 segnalazioni da inizio anno: tempi non rispettati, agende chiuse e mobilità forzata. Attesa per la piattaforma nazionale entro giugno
Assoutenti rilancia la proposta di Conf Salute: disomogeneità territoriali, contenziosi e incertezza sui LEA spingono verso un intervento nazionale su rette e quote
Un documento di consenso firmato da società scientifiche, istituzioni e stakeholder rilancia il tema della governance dei dati: interoperabilità, canali sicuri e integrazione ospedale-territorio restano temi aperti
Commenti