|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Sanità, tra pandemie e cronicità: al Ministero della Salute il confronto sulle nuove sfide del SSN

Sanità pubblica

Guerre, pandemie, cambiamenti climatici, urbanizzazione e invecchiamento della popolazione stanno trasformando profondamente lo scenario della sanità pubblica. In questo contesto, le malattie infettive non rappresentano più soltanto eventi acuti ma sempre più spesso si intrecciano con le patologie croniche, aggravandone il decorso e richiedendo modelli assistenziali integrati.

Sono alcuni dei temi al centro dell’incontro “Globalizzazione, cambiamenti climatici, urbanizzazione: vecchie e nuove patologie in un mondo One Health”, primo appuntamento della quinta edizione dell’evento La Sanità che Vorrei, organizzato da Aristea International e promosso dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), con il coinvolgimento di numerose società scientifiche e istituzioni. L’incontro è stato moderato dal giornalista scientifico Daniel Della Seta.

pubblicità

Nuove sfide per il Servizio sanitario nazionale

Durante la tavola rotonda istituzionale si è discusso del rinnovamento del Servizio Sanitario Nazionale alla luce dei cambiamenti epidemiologici, demografici e sociali. Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, Antonio Maria Gabellone, Natasha Azzopardi Muscat dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Europa e Marco Cavaleri dell’Agenzia Europea per i Medicinali.

“L’Italia ha davanti una nuova sfida: non solo curare di più, ma curare meglio pazienti sempre più anziani, fragili e con più patologie concomitanti”, ha sottolineato Massimo Andreoni, membro del Consiglio Superiore di Sanità. Secondo l’esperto, oggi le infezioni possono aggravare patologie croniche e aumentare il rischio di eventi cardiovascolari, metabolici o neurologici, rendendo necessaria una presa in carico più ampia e multidisciplinare.

A rendere il quadro ancora più complesso contribuiscono fattori globali come i cambiamenti climatici, la crescente urbanizzazione e le tensioni internazionali, che mettono sotto pressione i sistemi sanitari soprattutto sul fronte della prevenzione, degli screening e della diagnosi precoce.

Il ruolo della medicina generale nella gestione delle cronicità

Uno dei temi centrali del confronto scientifico riguarda il rafforzamento della medicina territoriale come primo presidio nella gestione della multicronicità.

Secondo Alessandro Rossi, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), la popolazione sta vivendo più a lungo ma con un numero crescente di patologie croniche. In Italia il 25,5% delle persone con più di 65 anni presenta almeno due malattie croniche; tra le più diffuse figurano ipertensione arteriosa, diabete di tipo 2 e cardiopatia ischemica.

In questo scenario, la medicina generale deve assumere un ruolo più proattivo, con strumenti di valutazione multidimensionale, diagnostica territoriale e interventi domiciliari, superando modelli organizzativi frammentati.

Le nuove emergenze per il SSN

Il confronto tra specialisti ha evidenziato diverse priorità per il sistema sanitario. Claudio Mastroianni della SIMIT ha richiamato l’attenzione sulla possibilità di nuove pandemie e sulla necessità di mantenere alta la vigilanza.

Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia, ha evidenziato il crescente peso delle patologie metaboliche nell’epoca dell’obesità e del diabete.

Il punto di vista oncologico è stato portato da Paolo Ascierto dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con un focus su screening, innovazione diagnostica e nuove terapie.

Infine, Dario Leosco, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, ha sottolineato l’impatto delle cronicità sulla fragilità dell’anziano e sulle ricadute assistenziali e psichiatriche, come il delirium.

MASLD e fattori ambientali

Tra le patologie emergenti è stata evidenziata la crescente diffusione della MASLD, la malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica.

Secondo Francesco Tovoli dell’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), oltre ai tradizionali fattori di rischio come sedentarietà e alimentazione non equilibrata, anche urbanizzazione, inquinamento e cambiamenti climatici potrebbero contribuire allo sviluppo della patologia.

Per questo motivo le campagne di prevenzione basate su corretti stili di vita assumono un ruolo ancora più centrale, sia per la salute cardiovascolare sia per quella epatica.

Prevenzione cardiovascolare e longevità in salute

Sul fronte cardiovascolare, Massimo Volpe, presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC), ha ricordato che le malattie cardiovascolari causano ogni anno circa 140mila decessi in Italia e restano la prima causa di morte.

Secondo l’esperto, l’aumento dell’aspettativa di vita non coincide automaticamente con un aumento degli anni vissuti in buona salute. Più del 60% delle patologie cardiovascolari, tuttavia, potrebbe essere prevenuto con un efficace controllo dei principali fattori di rischio.

In questo contesto si inserisce anche la Giornata per la Prevenzione Cardiovascolare promossa da SIPREC, che mira a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione.

HIV: da infezione mortale a malattia cronica

Un altro tema centrale dell’incontro è stato l’evoluzione dell’HIV, oggi considerato una patologia cronica grazie all’efficacia delle terapie antiretrovirali.

Cristina Mussini, presidente della SIMIT, e Barbara Suligoi del Comitato tecnico sanitario AIDS hanno sottolineato l’importanza di favorire la diagnosi precoce, ampliare l’accesso ai test e facilitare la diffusione della profilassi pre-esposizione (PrEP).

Le nuove prospettive terapeutiche includono trattamenti long acting, illustrati tra gli altri da Andrea Antinori dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani e da Davide Moschese dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano.

Secondo Vincenzo Palermo di Assobiotec, l’innovazione farmaceutica nel campo dell’HIV sta evolvendo verso terapie a lunga durata, capaci di migliorare l’aderenza ai trattamenti e contribuire al contenimento della diffusione del virus, oltre a ridurre lo stigma associato alla malattia.

Sanità pubblica
Commenti

I Correlati

Caldo estremo e sistema immunitario: il cambiamento climatico apre nuovi scenari per allergie, autoimmunità e infezioni
Infezioni Respiratorie
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Anaao: "Governo da record, ma per la sanità poco da festeggiare"
Sanità pubblica
Anaao: "Governo da record, ma per la sanità poco da festeggiare"
Di Silverio: la stabilità politica non si è tradotta in stabilità per il SSN. Personale, salari e organizzazione restano le principali criticità
Sanità, Anaao: "Non basta aumentare la spesa, serve cambiare come si usano le risorse"
Sanità pubblica
Sanità, Anaao: "Non basta aumentare la spesa, serve cambiare come si usano le risorse"
Di Silverio commenta i dati GIMBE: investimenti insufficienti, ma fino al 25% delle risorse sarebbe impiegato in modo inappropriato. "Serve un Piano sanitario nazionale"
Fine vita, le Regioni vanno da sole mentre il Parlamento rinvia
Sanità pubblica
Fine vita, le Regioni vanno da sole mentre il Parlamento rinvia
Il Veneto è la quarta Regione a disciplinare le procedure per il suicidio medicalmente assistito. Ma la Consulta continua a ricordare che sui diritti fondamentali serve una cornice nazionale
Sanità, la spesa pubblica scende al 6,2 percento del Pil: Italia ultima nel G7
Sanità pubblica
Sanità, la spesa pubblica scende al 6,2 percento del Pil: Italia ultima nel G7
L'analisi GIMBE sui dati OCSE fotografa un nuovo arretramento: nel 2025 la spesa sanitaria pubblica scende al 6,2% del Pil. Il divario con i Paesi europei supera i 36 miliardi

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.