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Evasione contributi: le modalità per ripianare

Previdenza Redazione DottNet | 23/01/2020 14:06

Con la domiciliazione della Quota B scatta in automatico anche quella della Quota A

Continua l’attività di accertamento della Fondazione Enpam, rivolta ai liberi professionisti medici ed odontoiatri che hanno omesso di dichiarare correttamente il loro reddito da lavoro autonomo. A questi iscritti arriva una raccomandata che specifica i termini dell’evasione, quantifica il dovuto e richiede di scegliere le modalità del pagamento: unica soluzione, due rate semestrali, dodici rate bimestrali, ovvero diciotto rate bimestrali. Quest’ultima possibilità è consentita soltanto a quanti autorizzano l’addebito diretto sul conto corrente.

A questo proposito va detto che ormai, nella maggior parte dei casi, i professionisti scelgono di effettuare la dichiarazione reddituale annuale dall’area riservata del sito, e sempre attraverso l’area riservata attivano la domiciliazione bancaria dei versamenti. Ai contribuenti cosiddetti normali che sfruttano la comodità del prelievo diretto, ora dunque si aggiungono anche gli inadempienti che vogliono utilizzare la massima rateazione possibile.

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C’è un però: la domiciliazione per i contributi dell’anno in corso va richiesta dall’area riservata del sito Enpam entro il 30 settembre. Quindi se si volevano pagare a rate i contributi dovuti per l’anno 2019 (redditi libero professionali 2018 e contributo minimo obbligatorio per la Quota A del 2019) bisognava fare domanda entro il 30 settembre 2019. Se lo si è fatto dopo, l’addebito diretto si attiva per il versamento dell’anno successivo. Con la domiciliazione della Quota B scatta in automatico anche quella della Quota A.

Stesso discorso per gli evasori che hanno ricevuto la contestazione Enpam qualche mese fa, ma hanno tralasciato di richiedere l’addebito diretto entro il termine: o lo fanno in ritardo, e i pagamenti verranno calendarizzati a partire dal 2020, oppure dovranno optare per versamenti meno dilazionati. Ci sono però anche quei contribuenti che avevano già scelto la domiciliazione, ai quali viene comunque contestato un inadempimento (magari relativo ad anni precedenti). Proprio nei confronti di costoro, l’Enpam ha avviato una campagna informativa. Nello specifico, si tratta di quegli iscritti con un piano di ammortamento a titolo di regime sanzionatorio in corso, che hanno selezionato sul modulo di addebito diretto, presente nell’Area Riservata, la casella "ULTERIORI VERSAMENTI". Si tratta di circa 1.500 posizioni, inerenti sia la "Quota A" sia la "Quota B".

Agli interessati viene comunicato che attraverso tale modalità di adesione alla domiciliazione bancaria si autorizza la Fondazione alla riscossione, tramite SDD, anche degli importi dovuti a titolo di regime sanzionatorio. Un pensiero in meno per gli interessati e per la Fondazione la certezza di acquisire il dovuto in tempi brevi.

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