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Riforma medicina generale, Enpam avverte: “Con la dipendenza rischio instabilità del sistema previdenziale”

Oliveti interviene nel dibattito: il passaggio al lavoro dipendente potrebbe ridurre i contributi e mettere in tensione l’equilibrio della cassa dei medici
Previdenza

Nel confronto sulla riforma della medicina generale entra anche il tema previdenziale. Il presidente della Fondazione Enpam, Alberto Oliveti, lega direttamente l’ipotesi di passaggio alla dipendenza dei medici di famiglia alla tenuta dell’ente di previdenza della categoria.

"Il bilancio consuntivo 2025, per la prima volta con saldo previdenziale negativo, testimonia il forte interesse della categoria verso un sistema che potrebbe entrare in instabilità in caso di passaggio alla dipendenza di una parte non prevedibile degli iscritti", afferma.

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Il punto: meno contributi, prestazioni invariabili

Il ragionamento si basa sulla struttura stessa dell’Enpam, che funziona con un sistema a ripartizione. "L’Ente vive della contribuzione obbligatoria da lavoro autonomo dei suoi iscritti e portarne una parte alla dipendenza significa alterare in modo definitivo l’equilibrio tra contributi, che si ridurrebbero, e prestazioni, che restano immutate", sottolinea Oliveti.

In un sistema di questo tipo, i contributi dei lavoratori attivi finanziano direttamente le pensioni correnti. È un equilibrio che dipende dal numero degli iscritti e dalla loro capacità contributiva. Se una quota significativa dovesse uscire dal perimetro del lavoro autonomo, il rischio è quello di una tensione strutturale nel rapporto tra entrate e uscite.

Il nodo del passaggio alla contribuzione pubblica

Secondo l’Enpam, il problema non è solo quantitativo ma anche giuridico. "Se la configurazione del rapporto di lavoro cambia per forza di legge, anche la contribuzione verrà attratta al polo pubblico", osserva Oliveti, mettendo in dubbio l’ipotesi di mantenere una contribuzione parallela all’ente.

Da qui la posizione netta: la Fondazione si oppone a un trasferimento verso il sistema della dipendenza che comporterebbe il passaggio dei contributi verso l’Inps, con effetti diretti sulla sostenibilità della cassa professionale.

L’intervento introduce un elemento ulteriore nel dibattito sulla riforma: non solo organizzazione dell’assistenza e modelli professionali, ma anche equilibri previdenziali. Un tema che finora era rimasto sullo sfondo, ma che potrebbe diventare centrale nel momento in cui le scelte organizzative incidono sulla struttura stessa del sistema contributivo dei medici.

Previdenza
Commenti
LL
Luigi Lucia
Faccia un sacrificio in onore degli iscritti rinunzi al suo stipendio
Rispondi
29/04/2026 08:56
GR
Giuseppe Giovanni Ruberto
Un medico specializzando a cui vengono richieste circa 80 ore settimanali percepisce per un mese quello che un componente del consiglio di amministrazione dell'Enpam percepisce per un gettone di presenza
Rispondi
29/04/2026 07:44
GR
Giuseppe Giovanni Ruberto
Stop alle convenzioni.O pubblico o privato!!!!
Rispondi
29/04/2026 07:27
GR
Giuseppe Giovanni Ruberto
Se vi fosse questo rischio lo stato dovrebbe intervenire prima che sia troppo tardi nel trasferire tutto all'INPS
Rispondi
29/04/2026 07:11
GR
Giuseppe Giovanni Ruberto
Per gli amici di merenda potrebbe finire la pacchia!!!
29/04/2026 07:09

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