
Nel suo bilancio i farmaci orfani e le prime terapie geniche
L'Agenzia europea dei farmaci (Ema) compie 25 anni: era infatti il 26 gennaio del 1995 quando venne fondata, come ricorda sul suo sito. Cinque lustri che hanno visto cambiamenti importanti, anche se la missione dell'Agenzia rimane sempre la stessa: riunire i migliori esperti dell'Unione europea per creare un sistema forte ed efficiente nella valutazione e supervisione dei farmaci ad uso umano e veterinario. "25 anni è una pietra miliare importante per l'Ema. Con i nostri partner abbiamo armonizzato e migliorato la valutazione dei farmaci, stimolato l'innovazione, migliorato il monitoraggio della sicurezza, promosso dialogo e trasparenza e aiutato a rendere i medicinali accessibili a chi ne aveva bisogno", commenta il direttore esecutivo dell'Ema, Guido Rasi.
Sono sette i comitati scientifici che offrono la loro consulenza all'Agenzia nella regolamentazione dei farmaci, di cui fanno parte anche i rappresentanti dei pazienti. Nel tempo l'Ema si è allargata, in linea con la legislazione europea. Tra i suoi principali risultati all'attivo, c'è lo sviluppo della regolamentazione e sviluppo di farmaci orfani per le malattie rare nel 2000, dei pediatrici nel 2006 insieme all'approvazione dei primi due farmaci biosimilari, l'approvazione delle prime terapie geniche (2002), a base di staminali (2014), fino all'ultima Car-T therapy (2018). Il 2020 è stato l'anno del trasferimento ad Amsterdam, nuova sede che sostituisce Londra dopo il sì alla Brexit del Regno Unito.
Avis richiama l’attenzione sulla filiera del plasma: domanda in crescita e dipendenza dal mercato estero per una quota rilevante di farmaci salvavita.
Dalle tensioni internazionali alle ricadute sulla spesa pubblica, emergono segnali di pressione su supply chain, costi e capacità di erogazione dei servizi sanitari.
Il documento ISS del 3 febbraio non è una notizia. Ma torna attuale mentre AIFA apre il fronte della prescrittomica: dati solidi, ma ancora separati dalle scelte terapeutiche.
Al Ministero della Salute confronto sulla riforma della distribuzione dei farmaci. Più territorio e prossimità, ma resta centrale l’equilibrio tra accesso e sostenibilità.
Avis richiama l’attenzione sulla filiera del plasma: domanda in crescita e dipendenza dal mercato estero per una quota rilevante di farmaci salvavita.
Il documento ISS del 3 febbraio non è una notizia. Ma torna attuale mentre AIFA apre il fronte della prescrittomica: dati solidi, ma ancora separati dalle scelte terapeutiche.
Al Ministero della Salute confronto sulla riforma della distribuzione dei farmaci. Più territorio e prossimità, ma resta centrale l’equilibrio tra accesso e sostenibilità.
Egualia avverte: senza misure sui farmaci off-patent cresce il rischio carenze. Costi in aumento e prezzi rigidi mettono sotto pressione il sistema.
Commenti