Tumore ovaio, in laboratorio tre giovani ricercatori con borse Airc

Oncologia | Redazione DottNet | 31/01/2020 09:56

Tre gli obiettivi: meccanismi di blocco delle cellule tumorali, i codici genetici del tumore per capire come evolverà e la ricostruzione dei meccanismi di insorgenza del cancro alle ovaie

 Dai meccanismi di blocco delle cellule tumorali fino a decifrare i codici genetici del tumore per capire come evolverà, fino alla ricostruzione dei meccanismi di insorgenza del cancro alle ovaie: sono i fronti su cui lavoreranno i tre ricercatori vincitori delle borse di studio finanziate da Airc (Associazione italiana ricerca contro il cancro) e Adi (Associazione design industriale) con la manifestazione LoveDesign, manifestazione che ogni anno si svolge a Milano dal 2003. Nell'ambito della campagna Nastro Rosa di Airc sulla prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori femminili, sono stati raccolti fondi grazie ai prodotti donati da aziende di design. "Nel 2019 abbiamo segnato un record - ha detto questa mattina a Milano Bona Borromeo, presidente del comitato Lombardia della fondazione Airc -: ben 67 aziende hanno donato oltre 4000 oggetti, permettendoci di raccogliere più di 360mila euro".

Fondi che serviranno a finanziare i progetti triennali di studio di tre giovani ricercatori. Raffaele Luongo, presso l'Istituto europeo oncologico (Ieo) di Milano, cercherà di riprodurre in vitro i processi che portano all'insorgenza del tumore all'ovaio in modelli di coltura in 3D. Partendo dai tessuti sani da cui normalmente si origina il cancro, li replicherà in organoidi, che modificherà per renderli tumorali. "L'obiettivo - spiega - è arrivare a identificare un possibile bersaglio terapeutico". Sempre sugli stadi precoci del tumore dell'ovaio lavorerà Chiara Pesenti, presso l'Istituto Mario Negri, per caratterizzarlo e capire come progredisce: "Sfruttando i 300 campioni di tumore dell'ovaio allo stadio iniziale del Mario Negri, studierò il loro Dna ed Rna per capire che direzione prenderà la malattia". Manuela Sollazzo, ricercatrice dell'università di Bologna, invece si concentrerà sul modo in cui le cellule tumorali riescono a riadattarsi e proliferare di nuovo, dopo essere state bloccate grazie all'azione di farmaci che agiscono su un particolare enzima cellulare.

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