
Purrello (Sid), curare il disturbo può aiutare a prevenire la malattia
Più frequenti sono le apnee del sonno, maggiori sono le probabilità di ricevere una diagnosi di diabete di tipo 2. A dimostrare che il rischio di sviluppare la malattia cresce all'aumentare della gravità della sindrome di apnea ostruttiva notturna, sono i risultati di una meta-analisi pubblicata sul Journal of Diabetes. L'apnea ostruttiva del sonno è una condizione caratterizzata da interruzioni nella respirazione durante superiori ai 10 secondi ed è dovuta all'ostruzione delle vie aeree superiori. E' favorita da alcune condizioni come obesità e sovrappeso, abuso di alcol e assunzione di sonniferi. Il team di ricerca della Zhengzhou University, in Cina, ha esaminato 16 studi di coorte che hanno individuato complessivamente 19.355 casi di diabete in 338.912 partecipanti. I partecipanti che ogni ora avevano tra le 5 e 15 apnee del sonno avevano un rischio più elevato di diabete di tipo 2 rispetto a quelli senza, mentre per i soggetti con lieve apnea del sonno diminuiva anche il rischio.
Tale associazione è stata trovata anche in chi non era obeso e, inoltre, per ogni 5 eventi in più di apnea all'ora, vi era un aumento dell'8% del rischio di diabete.
fonte: Journal of Diabetes
Chi vive con obesità ha un rischio molto più alto di eventi cardiovascolari e riospedalizzazioni.
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Oltre 4 milioni di italiani coinvolti. Schillaci: “Molti casi non diagnosticati”. De Cosmo (FeSDI): “Integrare clinica, digitale e governance”
Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona
Arriva in Italia un sistema di monitoraggio continuo del glucosio che utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per prevedere l’andamento glicemico e il rischio di ipoglicemia, anche nelle ore notturne. Un passo avanti nella gestione personalizz
Non basta camminare. Variare l’attività fisica migliora glicemia, muscoli e cuore
Una nuova classificazione del diabete tipo 2 supera il concetto di fase “intermedia” e spinge verso interventi più tempestivi
Commenti