
Garantire a tutte le persone con diabete di tipo 2 un accesso equo ai sistemi di monitoraggio continuo della glicemia è oggi una priorità per il sistema sanitario. È il messaggio emerso dalla 44ª Assemblea Nazionale di FAND - Associazione Italiana Diabetici, che ha riunito a Verona rappresentanti istituzionali, clinici e associazioni di pazienti.
Al centro del dibattito, la necessità di una piena applicazione su tutto il territorio delle raccomandazioni aggiornate delle società scientifiche Società Italiana di Diabetologia e Associazione Medici Diabetologi per la gestione del diabete mellito di tipo 2. Le linee guida 2025 sottolineano infatti il valore clinico dei dispositivi CGM (Continuous Glucose Monitoring), sempre più rilevanti anche nei pazienti non in terapia insulinica.
Secondo FAND, persistono però forti disomogeneità regionali nell’accesso a queste tecnologie, con limitazioni legate a criteri prescrittivi e vincoli amministrativi. L’associazione intende quindi sollecitare le Regioni affinché adottino rapidamente misure organizzative ed economiche per garantire una diffusione omogenea dei dispositivi, insieme ai farmaci innovativi, in linea con i principi di appropriatezza terapeutica.
Oltre all’accesso alle tecnologie, l’Assemblea ha evidenziato l’importanza di rafforzare i servizi territoriali di diabetologia, investendo in formazione continua e integrazione assistenziale. In questo contesto, il ruolo delle reti tra stakeholder – istituzioni, professionisti sanitari e associazioni – è considerato strategico per migliorare qualità ed equità dei percorsi di cura, come sottolineato anche dal contributo di Agenas.
Tra i temi affrontati, anche l’aggiornamento normativo relativo alla patente di guida per le persone con diabete. Il disegno di legge promosso dal senatore Antonio De Poli punta a semplificare le procedure di idoneità, tenendo conto dei progressi nella gestione della malattia che hanno ridotto significativamente il rischio di ipoglicemie severe impreviste, storicamente considerate un fattore critico per la sicurezza alla guida.
Un altro elemento chiave emerso dal confronto riguarda il valore dell’educazione terapeutica. In questo ambito, FAND promuove da anni il progetto “Diabetico Guida”, un percorso formativo rivolto a pazienti esperti in grado di supportare altre persone nella gestione quotidiana della patologia. L’iniziativa, già riconosciuta a livello internazionale, mira ora a ottenere un riconoscimento istituzionale attraverso un intervento normativo dedicato.
L’evoluzione delle terapie e delle tecnologie impone infatti un cambio di paradigma: accanto all’innovazione clinica, diventa essenziale potenziare le competenze dei pazienti, favorendo autonomia e consapevolezza nella gestione della malattia cronica.
In sintesi, dall’Assemblea emerge una richiesta chiara: superare le disparità territoriali e garantire a tutti i cittadini con diabete di tipo 2 pari accesso a strumenti diagnostici avanzati, terapie efficaci e percorsi assistenziali integrati. Un obiettivo che richiede coordinamento istituzionale, investimenti mirati e una visione condivisa della sanità pubblica orientata all’equità.




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