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Tumore alla colecisti: un farmaco blocca l'aggressività

Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Irrcs de Bellis di Castellana (Bari), con una ricerca preclinica
Oncologia

 La maniera di interrompere la comunicazione del colangiocarcinoma con le altre cellule del corpo, in modo da bloccare la crescita di questo tumore aggressivo che attacca la colecisti, è quanto hanno scoperto i ricercatori dell'Irrcs de Bellis di Castellana (Bari), con una ricerca preclinica per la quale sono stati utilizzati tessuti umani e un farmaco sperimentale. I ricercatori, tra cui c'è anche una precaria, hanno dimostrato "per la prima volta - informa una nota dell'Istituto di ricerca - come un recente farmaco sperimentale sia in grado di bloccare questa ricezione di informazioni e inibire l'aggressività del colangiocarcinoma, bloccando la neoangiogenesi tumorale, ossia la formazione di nuovi vasi sanguigni indispensabili anche per la vita delle cellule tumorali" a cui vengono così "tagliati i rifornimenti".

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L'obiettivo, infatti, è agire sulla via di comunicazione delle cellule, ossia la 'via del segnale mediata da Notch', uno dei canali di trasmissione delle informazioni che normalmente riceve una cellula per orientare il suo futuro, e che gioca un ruolo chiave anche nella diffusione dei tumori. Così accade anche nel colangiocarcinoma di cui c'è stata la giornata mondiale. I risultati della ricerca, corroborati da ulteriori studi bioinformatici su dati nell'uomo, "fanno ben sperare - si evidenzia nella nota - per un futuro impiego di questo approccio terapeutico in studi clinici". L'Istituto di ricerca sottolinea che si tratta di "un prestigioso riconoscimento per l'enorme mole di lavoro svolto dai ricercatori coinvolti, in particolare da Serena Mancarella, tra l'altro ricercatrice precaria, coadiuvata poi da Grazia Serino e Francesco Dituri recentemente stabilizzati mediante lo strumento della Piramide della Ricerca".

Oncologia
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