
D'Amario (min. Salute), è importante programmare per tempo l'approvvigionamento delle dosi
Meno ricoveri per infarto e malattie respiratorie, minor utilizzo di antibiotici e aiuto al contrasto dei batteri resistenti: sono alcuni degli effetti positivi del vaccino contro l'influenza. Le coperture, in Italia, sono però ancora basse e serve giocare d'anticipo per evitare carenze. A fare il punto sulle strategie di programmazione per aumentare le coperture vaccinali nel nostro Paese, sono stati oggi esperti e istituzioni, riuniti in occasione del Flu Summit 2020, organizzato da Sanofi Pasteur.
"L'influenza - osserva Gianni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di sanità (Iss) - ogni anno fa 200-300 morti dirette accertate in laboratorio, a cui va aggiunto un aumento della mortalità indiretta, ovvero circa 7-8.000 morti l'anno per malattie cardiovascolari e respiratorie attribuibili alle sue conseguenze". Come dimostrato da un recente studio, infatti, il rischio di ricovero per infarto aumenta di 6 volte in seguito ad un episodio influenzale.
"Programmare per tempo, anticipando ove possibile di qualche mese l'approvvigionamento delle dosi, permetterebbe di evitare possibili carenze", osserva D'Amario. "Non bisogna infine dimenticare - conclude D'Amario - che l'offerta attiva alla popolazione pediatrica protegge i bambini e anche gli adulti", perché spesso sono loro a 'portare il virus in casa'. A dimostrarlo è l'esperienza della Gran Bretagna, dove la vaccinazione degli alunni delle scuole primarie ha portato a una significativa diminuzione dei ricoveri e delle visite in pronto soccorso, in tutta la popolazione.
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