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Due vecchi farmaci aiutano la rigenerazione ossea dopo le fratture

Farmaci Redazione DottNet | 21/02/2020 22:22

Lo suggerisce una ricerca condotta per ora su animali presso l'Imperial College London e pubblicata sulla rivista Npj Regenerative MedicineLo suggerisce una ricerca condotta per ora su animali presso l'Imperial College London e pubblicata sulla rivis

Lo suggerisce una ricerca condotta per ora su animali presso l'Imperial College London e pubblicata sulla rivista Npj Regenerative Medicine

Un cocktail di due farmaci già in uso clinico per altre problematiche potrebbe favorire la guarigione di fratture ossee di qualunque tipo, anche gravissime. Lo suggerisce una ricerca condotta per ora su animali presso l'Imperial College London e pubblicata sulla rivista Npj Regenerative Medicine, che pone le premesse per sperimentazioni cliniche nel prossimo futuro in quanto i farmaci utilizzati nello studio sono sicuri e già in uso clinico con altre indicazioni (per l'incontinenza e nei trapianti di midollo).  Gli esperti britannici hanno testato i due 'vecchi' farmaci su diversi tipi di frattura ossea a vari livelli, dalla colonna vertebrale agli arti.

Hanno così dimostrato che i due farmaci favoriscono la proliferazione di cellule staminali che dal midollo osseo vanno naturalmente a riparare l'osso lesionato.

   Questo fenomeno rigenerativo interno già avviene naturalmente, ma l'azione dei farmaci è quella di renderlo più efficiente ed efficace.  "Questo studio - afferma l'autore Andia Redpath - mostra che 'riposizionare' due vecchi farmaci in un ambito cosiddetto di 'farmacologia rigenerativa' ha un potenziale enorme come approccio low-cost ed efficace spendibile in una serie di patologie. L'idea è semplicemente di stimolare il corpo a guarire se stesso dall'interno - conclude - senza dove iniettare cellule e usando solo farmaci già in uso clinico e quindi di provata sicurezza". 

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fonte: Npj Regenerative Medicine

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