Covid-19: gli aiuti Enpam e le norme salva-stipendio

Previdenza | Redazione DottNet | 27/02/2020 18:54

Tutti i provvedimenti adottati per andare incontro ai camici bianchi

L’Enpam ha approntato le misure d’emergenza per i medici e gli odontoiatri che lavorano o abitano nella zona rossa del covid 19.

MEDICI DI FRONTIERA

I medici di famiglia e i pediatri di libera scelta affetti dal coronavirus o in quarantena riceveranno dall’ente previdenziale il ristoro degli oneri che devono sostenere per essere sostituiti. La misura, non prevista dai regolamenti in vigore, potrà essere attuata grazie all’impegno preso dal ministro del lavoro Nunzia Catalfo di lasciare agli enti di previdenza dei professionisti la facoltà di agire nell’emergenza, derogando all’obbligo di approvazione ministeriale preventiva delle loro delibere.

Allo stesso modo l’Enpam potrà ristorare i mancati redditi dei medici di continuità assistenziale (guardia medica) e dei convenzionati del 118 non in condizione di lavorare.

Le misure potrebbero essere estese anche all’esterno della zona rossa per i medici di famiglia, pediatri,  addetti alla continuità assistenziale ed emergenza messi formalmente in quarantena dall’autorità sanitaria.

“Incontrando il ministro del lavoro Catalfo per un vertice d’emergenza ho fatto presente l’importanza di tutelare i medici che stanno in trincea e anche i dipendenti di studio, che sono i primi a dover fronteggiare questa minaccia ­– ha detto Alberto Oliveti, presidente dell’Enpam e dell’Adepp, l’associazione degli enti di previdenza privati ­­–. Proteggere i professionisti che ci proteggono è la prima priorità”.

LIBERI PROFESSIONISTI

Ai medici e ai dentisti che svolgono esclusivamente la libera professione e che in questo periodo non possono lavorare, l’Ente invece erogherà un sussidio sostitutivo del reddito come previsto nei casi di calamità naturale. Il diritto scatterà per i liberi professionisti della zona rossa o, se posti in quarantena dall’autorità sanitaria, anche fuori da tale perimetro.

Nel caso si ammalassero e la patologia si protraesse nel tempo, dal trentunesimo giorno scatterà l’assegno per malattia, recentemente introdotto dall’Ente, pari all’80 per cento del reddito.

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI

Infine per quanto riguarda la sospensione dei contributi previdenziali l’Enpam applicherà le norme di legge emergenziali che saranno previste dallo Stato. L’ente dei medici e dei dentisti in questo momento sta seguendo l’iter per assicurare una reazione tempestiva.

 Norme salva-stipendio

Pronte le norme 'salva-stipendio' per i dipendenti pubblici costretti a casa, o contagiati, dal Coronavirus. Secondo quanto apprende l'ANSA, nel decreto con le misure di sostegno economico che il governo si appresta a varare si preciserà che non saranno considerate assenze quelle nelle giornate di chiusura degli uffici e che non ci saranno tagli nemmeno per chi è stato in malattia o quarantena a causa del Covid-2019 (oggi nei primi dieci giorni di malattia viene corrisposta solo la retribuzione base, senza indennità). Niente tagli nemmeno in caso di ricoveri ospedalieri.

Nel decreto quindi ci sarà anche uno spazio per le misure a salvaguardia del pubblico impiego. Si sta cercando di far sì che risulti come 'servizio prestato a tutti gli effetti' il mancato lavoro conseguente a provvedimenti di contenimento dell'epidemia. Cosa che vale per tutto il personale che si è dovuto assentare perché l'ufficio era chiuso o era nelle zone interdette o comunque il lavoratore in questione non poteva uscire di casa. L'unica cosa che salterebbe in questi casi è il buono pasto.

E ancora, fino al 31 marzo del 2020 per il periodo trascorso in malattia o in quarantena obbligatoria o volontaria dovuta al Covid-2019, sotto controllo medico, per i dipendenti pubblici non ci dovrebbe essere nessun buco retributivo. Si sta poi ragionando su una modifica strutturale, che va oltre il Coronavirus, e riguarda l'esclusione del ricovero presso strutture del servizio sanitario nazionale, per prestazioni essenziali di assistenza, dalla disciplina sulla malattia, che appunto riduce la paga allo stipendio base.

Coronavirus: anche mamme infette possono allattare

Il nuovo coronavirus SarsCov2 non rappresenta un rischio particolare per le donne in gravidanza, che devono osservare le normali precauzioni: al momento, non è dimostrata la trasmissione del virus dalla madre al feto e le neo-mamme che dovessero risultare infette possono comunque allattare il proprio bambino. Sono alcune delle 'pillole' su come comportarsi a fronte dell'attuale emergenza coronavirus elaborate dall'Istituto superiore di sanità (Iss). Sono raccomandate le comuni azioni di prevenzione primaria che prevedono l'igiene frequente e accurata delle mani e l'attenzione a evitare il contatto con soggetti malati o sospetti, secondo le raccomandazioni del Ministero della Salute.

Inoltre, "allo stato attuale delle conoscenze - afferma l'Iss - per le donne affette da SarsCov2 non c'è indicazione al taglio cesareo". Per quanto riguarda poi la gestione ospedaliera dei casi sospetti o certi, se necessario si può ricorrere all'isolamento di madre e/o neonato. Una scelta, quest'ultima, sottolinea l'Istituto, che "deve essere attentamente ponderata dal team ospedaliero insieme alla madre, valutando i rischi e i benefici". Non è comunque noto se avvenga la trasmissione verticale, cioè dalla madre al feto, del SarsCov2: dai primi casi descritti, il virus non è stato rilevato nel liquido amniotico o nel sangue neonatale prelevato da cordone ombelicale e nessun neonato nato da madre affetta è risultato essere positivo al virus.

Quanto all'allattamento, nel caso in cui la madre stia facendo gli accertamenti diagnostici o sia affetta da Covid-19, l'allattamento può essere avviato o mantenuto, direttamente al seno o con latte materno spremuto. Va detto infatti che il nuovo coronavirus non è stato rilevato finora nel latte materno raccolto dopo la prima poppata delle donne affette ed in almeno un caso sono stati invece rilevati anticorpi anti-SarsCov2. Per ridurre il rischio di trasmissione al bambino, si raccomanda sempre l'adozione delle procedure preventive come l'igiene delle mani e l'uso della mascherina durante la poppata. Le potenziali problematiche sono tuttavia "più gravi nelle donne con alterazioni di gravidanza, ipertese, obese e con capacità respiratoria alterata", sottolinea il ginecologo Claudio Giorlandino, direttore generale dell'Italian College of Fetal Maternal Medicine.

Le condizioni predisponenti, sono quindi importanti e anche l'età di gestazione gioca un ruolo delicato: "la capacità respiratoria si riduce con il crescere delle dimensioni dell'utero e il volume d'aria respirata. Dunque - avverte - l'età di gestazione più avanzata è quella in cui l'infezione potrebbe giocare un ruolo peggiore". Le precauzioni, afferma, "sono le stesse per tutti: evitare i luoghi pubblici e soggetti con possibile contaminazione. E' importante però che le problematiche della gravidanza siano tenute sempre in considerazione". Quindi, le donne in gravidanza "in questa fase delicata - conclude - devono cercare di condurre una vita più riservata ed evitare possibili infezioni aggiuntive, non aumentare di peso, eseguire esercizi respiratori. Terapie e vaccini, va ricordato, non esistono".

La coppia di cinesi ringrazia

Con il pollice rivolto verso l'alto sorridono a chi incrocia il loro sguardo. Il peggio è passato e ora contano i giorni che mancano per poter tornare a casa. Possono tirare un sospiro di sollievo i coniugi cinesi, primi casi accertati di coronavirus in Italia ed entrambi guariti allo Spallanzani di Roma. "Grazie, i medici italiani ci hanno curato e salvato la vita" hanno detto ai camici bianchi che li hanno curati in queste settimane. Dopo una fase critica le loro condizioni sono migliorate di giorno in giorno. Prima il marito e poi ieri la moglie sono stati trasferiti in reparto dopo essere risultati negativi al test.

Un passaggio importante, festeggiato con il personale dell'ospedale che hanno abbracciato e ringraziato. Sono ancora in due camere separate, ma lontane dalla rianimazione dove hanno trascorso i giorni più difficili. E proprio in quelle settimane ad incoraggiarli da dietro al vetro c'era la figlia volata a Roma dagli Stati Uniti. "Man mano che c'era un risveglio li incoraggiava con un tazebao sul vetro" ha raccontato il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia. Medici e infermieri parlano con loro comunicando un po' in inglese e un po' attraverso alcuni studenti della Sapienza che hanno fatto da interpreti. La coppia ora "prosegue nel percorso di risoluzione della sintomatologia clinica", è stato sottolineato nel bollettino medico di oggi.

"Verranno dimessi al termine del periodo di riabilitazione che il marito sta terminando: lui sta benissimo, la signora ha bisogno di qualche giorno in più. Siamo molto ottimisti. Tre pazienti guariti su tre è un successo dello Spallanzani che però dobbiamo rivendicare tutti come Italiani e come sistema Sanitario", ha detto il direttore sanitario. Ed è guarito anche un corista della Scala che lo scorso 12 febbraio aveva cantato nel Trovatore ed era risultato positivo al test. Oggi lui stesso ha mandato un messaggio ai colleghi per tranquillizzarli: "Il virus non mi dà più sintomi e mi hanno detto che praticamente sono guarito".Intanto a giorni, probabilmente sabato anche Niccolò, il 17enne di Grado bloccato per 2 volte in Cina a causa della febbre ma negativo ai test, lascerà l'istituto per le malattie infettive di Roma. Nelle prossime ore nella Capitale è previsto anche l'arrivo dei suoi genitori.

 

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