Tamponi ai medici: al via gli screening per i più esposti

Infettivologia | Redazione DottNet | 17/03/2020 20:56

Nel Veneto esami per le categorie più a rischio, i 54mila dipendenti del sistema sanitario e i 3.150 medici di base

Più test con tampone ai medici in prima linea. Vanno infatti effettuati anche al personale sanitario asintomatico ma che è più a rischio per essere a diretto contatto con i pazienti affetti da Covid-19, è la raccomandazione arrivata dal Comitato tecnico scientifico (Cts), organo consultivo del ministero della Salute.  Anche L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomanda di "aumentare il numero dei test ai sanitari in prima linea" ma non cambia rotta, continuando ad escludere la necessità di screening di massa. Un'indicazione non accolta però dal governatore del Veneto Luca Zaia, che procede nel suo progetto di test 'a tappeto' su tutta la popolazione, così come hanno deciso di fare anche Emilia Romagna e Toscana.

L'estensione dei tamponi per il personale sanitario più esposto, con la possibilità di effettuare il test non solo a medici ed infermieri con sintomi - come è previsto attualmente - ma anche a quelli che non presentano sintomi ma hanno avuto diretto contatto con malati di Covid, era stata richiesta a gran voce dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) e dai sindacati di camici bianchi ed infermieri. Una richiesta accolta dunque dal Cts, come spiega all'ANSA il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli: "Il Cts ha raccomandato l'estensione del test con tampone al personale sanitario asintomatico ma che abbia avuto contatti diretti con pazienti affetti da Covid-19, e dunque più esposto al rischio. Si tratta di una forma di tutela per tutti, ma con il limite che, comunque, il tampone rappresenta lo stato del soggetto in quel momento in cui è effettuato. La posizione del Comitato è dunque perfettamente in linea con la tutela dei medici e degli operatori sanitari".

L'obiettivo è cioè garantire la sicurezza dei sanitari ma anche dei pazienti. In questa direzione va anche l'Oms che, come ha spiegato il direttore generale aggiunto Oms Ranieri Guerra raccomanda appunto di "aumentare il numero dei test ai sanitari in prima linea", ma mantiene la posizione in merito ad una più generale amplificazione dell'uso dei tamponi. "Non sono raccomandati screening di massa, specie in epidemia con trasmissione sostenuta come in Italia. Resta fermo di fare test su tutti i casi sospetti e tutti i contatti dei casi sospetti", afferma Guerra. Nessun cambiamento di rotta dunque. A precisarlo è anche Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute e rappresentante italiano all'Oms: "l'invito dell'Oms a fare test non significa fare i tamponi a tutti ma farli ai pazienti sintomatici con fattori di rischio, o legato al contatto con un soggetto positivo e provenienti da aree geografiche ad alta circolazione del virus". Diversa però la situazione dei medici, per i quali il test anche in assenza di sintomi ma se ci sono fattori di rischio, come ha rilevato il Cts, può essere utile per arginare i contagi.

Alcune Regioni italiane, tuttavia, spingono proprio sulla necessità degli screening di massa. Tamponi "a tappeto. Il tema è questo. Se trovo un solo positivo, significa che avrò 10 contagiati in meno", afferma il governatore del Veneto Luca Zaia, precisando che sarà la Regione a farsi carico dei costi.   Si partirà con i tamponi sulle categorie più a rischio, i 54mila dipendenti del sistema sanitario e i 3.150 medici di base. Poi si andrà 'a caccia' di chi è già positivo, ma non lo sa. La deliberà sui test 'on the road' sarà presentata a giorni. Anche l'Emilia-Romagna presenterà domani un piano di potenziamento dell'attività di tamponi, in particolare agli operatori del servizio sanitario. Si partirà da questi ultimi per poi proseguire "alla ricerca del virus nelle persone e nei loro contatti", ha detto il commissario per l'emergenza, Sergio Venturi. Sulla stessa linea la Toscana che darà avvio a uno screening di massa per l'emergenza Coronavirus e acquisterà 500mila test seriologici, ovvero del sangue, ha annunciato il governatore Enrico Rossi. "Pensiamo che lo screening di massa darà risultati importanti. E' nostro interesse tutelare per primi medici, infermieri e sanitari. Gli altri test - ha annunciato - saranno a disposizione su richiesta dei medici di famiglia e pediatri e saranno fatti da delle unità speciali ogni 30mila abitanti". 

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