I tempi si allungano: avremo 6-8 mesi di regole scrupolose

Infettivologia | Redazione DottNet | 08/04/2020 20:34

Epidemia a più velocità, ci vorranno settimane prima di allentare le misure. Così la stretta di Pasqua: controlli ovunque

L'epidemia corre a velocità diverse in Italia, con regioni nelle quali la curva ha iniziato la sua discesa, altre in cui la curva ha raggiunto un plateau dal quale non accenna a scendere e altre ancora in cui il picco non è stato raggiunto. Per questo è presto per pensare a un allentamento delle misure in tempi rapidi e la fase 2, quando arriverà, sarà probabilmente lunga. Ci aspetta un lungo periodo di cautela, almeno 6-8 mesi di rispetto scrupoloso delle regole per poter convivere con il virus evitando che l'epidemia riprenda e la curva risalga. "Il numero dei nuovi casi in Italia ha chiaramente superato il picco, ma l'analisi non può essere condotta a livello nazionale perché la situazione è molto eterogenea da regione a regione, se non al livello delle singole province", ha detto il fisico Federico Ricci Tersenghi, dell'Università Sapienza di Roma.

"I dati di ieri confermano il trend delle ultime settimane, anche se si nota un leggero aumento nelle fluttuazioni giornaliere", ha detto riferendosi al caso del Lazio, "unica regione in cui si nota un piccolo aumento delle ospedalizzazioni e delle terapie intensive. Speriamo si tratti solo di una fluttuazione e non di una tendenza preoccupante". Soprattutto in Piemonte, Veneto e Lombardia, ha proseguito l'esperto, "si nota un aumento dovuto al numero dei tamponi eseguiti. Non si tratta quindi di un numero maggiore di casi reali, ma di una maggiore ricerca di casi positivi". Guardando invece alla tendenza sulle due settimane precedenti, si nota che la curva epidemica sta scendendo in Lombardia e in Emilia Romagna, mentre in Liguria, Veneto e Toscana la situazione è stazionaria: si trovano su una sorta di altopiano costante, nel quale ogni giorno si registra un numero simile di nuovi casi e di nuovi decessi. "Qui le misure restrittive hanno permesso di evitare un'ondata di tsunami, ma la marea c'è", ha detto Ricci Tersenghi.

"Il picco e l'altopiano sono quindi i due scenari che stiamo vedendo attualmente in Italia - ha proseguito - e questo indica che i tempi sono lunghi: impossibile fare previsioni a giorni perché bisogna aspettare ancora prima di scendere veramente. E' uno scenario che ci dice che ci stiamo comportando bene, ma a causa dell'eterogeneità che si osserva in Italia "è importantissimo continuare ad avere misure restrittive". Molto cauto anche il direttore vicario dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms) Ranieri Guerra, che nella conferenza stampa della Protezione civile ha detto che "siamo in una fase di rallentamento. Non c'è diminuzione netta, ma - ha rilevato - siamo in un plateau che si abbassa con una velocità assai lenta perché c'è "c'è un serbatoio di asintomatici che continua a garantire la circolazione del virus". Sta diminuendo anche l'indice di riproducibilità, che indica quante persone possono essere contagiate da un individuo con l'infezione, "ma è vulnerabile e può risalire".

Bisogna guardare anche al Sud, dove "potrebbe avvenire una salita dell'epidemia". In sostanza, ha osservato, "siamo a un passo dal vedere una prospettiva di vittoria, ma non significa che abbiamo vinto". Dello stesso avviso il fisico Alessandro Vespignani, esperto di sistemi complessi e direttore del Network Science Institute della Northeastern University di Boston, per il quale è molto probabile che la fase 2 durerà a lungo: "è un processo che vedo per i prossimi sei-otto mesi", ha detto. "La seconda fase continuerà a lungo, non possiamo immaginare una guerra vinta perché avremo altre battaglie e "non dobbiamo pensare di poter tornare alla normalità piena in luglio o agosto": "è un processo che vedo per i prossimi 6-8 mesi".

La stretta di Pasqua

Market chiusi in diverse città, supermercati 'strategicamente' aperti in altre regioni, riti religiosi blindati e seguiti in streaming, droni pronti a scovare i pic-nic fuorilegge. Sono le misure anti-assembramenti nel ponte di Pasqua e Pasquetta, studiate con vari provvedimenti nei territori per scongiurare un colpo di coda del virus in vista della 'fase 2'. L'ulteriore stretta, contro la diffusione dei contagi da Covid-19, è annunciata in ordine sparso dagli enti locali con decine di ordinanze in tutto il Paese. In primis ci sono i check point anti-furbetti. Oltre all'annunciata intensificazione dei controlli da sabato a lunedì, per evitare gite sotto il sole nei giorni di festa, i posti di blocco si concentreranno in particolare nelle località turistiche, dalla costiera amalfitana alla riviera ligure, ma anche nei porti, sui sentieri montani, ai caselli delle autostrade e con presidi nelle stazioni in coincidenza con gli orari di transito dei treni.

E se la Liguria annuncia lo stop agli arrivi da extra regione, in particolare nei confronti di eventuali persone dirette nella seconda casa, a Firenze, Torino e Venezia saranno utilizzati i droni per controllare gli spostamenti delle persone. Nel capoluogo toscano sorvegliati speciali i lungarni e zone verdi mentre il parco cittadino, quello delle Cascine, sarà presidiato dai militari. A seconda delle città, le telecamere volanti saranno utilizzate dalla polizia municipale o dai carabinieri con pattuglie pronte a intervenire. In laguna, invece, contro le gite in gondola si vigilerà anche con gli elicotteri. Per evitare il rischio di affollamenti e code con i carrelli, intere Regioni hanno deciso la chiusura di supermercati e negozi - farmacie escluse - almeno domenica e lunedì: in Abruzzo, Sardegna e Sicilia, ma anche in tante città di umbre e del Molise, tutti gli esercizi commerciali avranno le saracinesche abbassate. Diversa la strategia nel Lazio, dove per evitare assembramenti alla vigilia dei giorni di festa non sono previste ordinanze sulla chiusura delle attività nel giorno di Pasqua (aperte solo fino alle 15 nei giorni festivi, secondo l'ultima ordinanza) ma si valuta lo stop a Pasquetta. Restano i casi isolati di alcuni Comuni che hanno deciso autonomamente, così come il giorno libero per i dipendenti in alcune catene di supermercati del Paese, in linea con quanto chiesto anche dai sindacati in alcune regioni.

Contro l'allentamento delle misure di isolamento sociale, anche le celebrazioni religiose saranno blindate nel Triduo di Pasqua. In varie città, come a Campobasso, si svolgeranno messe a porte chiuse dopo l'annullamento di tutte le tradizionali processioni. Per la Settimana Santa senza fedeli l'unico rimedio sembra essere ancora una volta la tecnologia. A Cagliari - dal venerdì santo alla veglia, fino alla domenica - saranno trasmesse dal Comune anche in streaming attraverso i social. E con i cimiteri chiusi al pubblico c'è chi ricorre all'aiuto della Protezione civile locale e dei dipendenti comunali, che in alcuni Comuni umbri lasceranno un ramoscello davanti ad ogni lapide, come segno di vicinanza della comunità ai defunti e alle loro famiglie.

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