La perdita di massa muscolare ha un legame col diabete

Endocrinologia | Redazione DottNet | 11/05/2020 17:26

Uomini e donne con una percentuale più elevata di massa corporea magra, o massa muscolare, avevano livelli di zuccheri nel sangue inferiori sia a digiuno che nel test orale di tolleranza al glucosio a 2 ore

Gli uomini che presentano una eccessiva riduzione della massa muscolare legata all'invecchiamento hanno maggiori probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2. È quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of the Endocrine Society.   Si stima che circa un adulto su 4 sopra i 65 anni abbia il diabete di tipo 2. Il team di ricerca della Johns Hopkins School of Medicine ha analizzato i dati di 871 uomini e 984 donne, con età media di 59 anni e senza diabete all'inizio dell'indagine, che hanno partecipato al Baltimore Longitudinal Study of Aging.  I partecipanti sono stati sottoposti a misurazioni tramite assorbimetria a raggi X per valutare la loro massa grassa e la massa magra. Durante il follow-up di circa 7 anni, i ricercatori hanno osservato 134 nuovi casi di diabete.

È emerso che uomini e donne con una percentuale più elevata di massa corporea magra, o massa muscolare, avevano livelli di zuccheri nel sangue inferiori sia a digiuno che nel test orale di tolleranza al glucosio a 2 ore. Gli uomini che avevano invece meno massa muscolare magra, comunemente definita sarcopenia, mostravano un aumento significativo dei valori associati a un maggior rischio di diabete. Questo aumentato rischio, però, non si verificava nelle donne.   "Quello dei muscoli - chiarisce Rita Kalyani della Johns Hopkins School of Medicine - è il tessuto che assorbe maggiormente gli zuccheri presenti nel sangue e svolge, per questo un ruolo essenziale nella regolazione della glicemia". Un ruolo ancora in gran parte da indagare. La ricerca, conclude, "suggerisce che la perdita muscolare legata all'invecchiamento possa rappresentare un obiettivo, ancora non riconosciuto, di interventi mirati a prevenire lo sviluppo del diabete negli anziani".

 

fonte: Journal of the Endocrine Society

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