Tumori: scoperto il meccanismo che frena la difesa immunitaria

Oncologia | Redazione DottNet | 18/05/2020 21:01

Frutto della ricerca del Bambino Gesù e dell'Università di Genova

 Un ordine ingannevole impartito dalle cellule tumorali frena la difesa immunitaria e disarma le cellule 'natural killer' (NK) dell'organismo, che hanno il compito di riconoscere e distruggere le cellule del cancro. Il meccanismo molecolare è stato scoperto dai ricercatori dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina sperimentale dell'Università di Genova e con il sostegno di Fondazione AIRC. I dati hanno svelato la combinazione finora sconosciuta di citochine e cortisolo che induce inopportunamente l'espressione sulle cellule NK della proteina PD-1, un potente freno inibitore della risposta immunitaria.

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology. Il PD-1 è un check-point inibitore, un freno molecolare che in condizioni normali controlla il sistema immunitario. La sua funzione è impedire reazioni di difesa eccessive che possono danneggiare l'organismo e i tessuti, causando a volte malattie autoimmuni e violente reazioni infiammatorie. I tumori sfruttano questo freno impartendo alle cellule soldato dell'organismo, i linfociti T e le cellule natural killer, l'ordine di esprimere sulla propria superficie il PD-1. Lo studio, durato due anni, ha consentito di comprendere in che modo le cellule cancerose riescano a dare alle cellule NK l'ordine di esprimere PD-1: "Con questo meccanismo le NK vengono frenate e non riescono ad attaccare e distruggere il tumore stesso", dice Lorenzo Moretta, direttore dell'Area immunologica dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. "Scoprire il meccanismo con cui le cellule tumorali impartiscono quest'ordine, eludendo il controllo delle difese immunitarie, può fornire un'arma in più per combattere e curare il cancro", aggiunge Maria Cristina Mingari, del Dipartimento di Medicina sperimentale dell'Università di Genova e direttore dei Laboratori di immunologia dell'Irccs Policlinico S. Martino.

"Il contesto è quello del cosiddetto micro-ambiente tumorale, un ambiente creato dal tumore stesso che 'corrompe' cellule normali alterando la funzione a proprio vantaggio. Esse iniziano a produrre una serie di sostanze chimiche in grado di inibire o disarmare le cellule difensive e le citochine, molecole proteiche che funzionano come messaggeri del sistema immunitario", spiega Linda Quatrini, ricercatrice dell'Area Immunologica del Bambino Gesù e vincitrice di una borsa di studio iCare-2 per il rientro dall'estero, sostenuta da Airc e Unione Europea. Che continua: "Quando tre particolari citochine - denominate IL-15, IL-18 e IL-12 - si combinano con il cortisolo, un ormone che viene prodotto in abbondanza dalle ghiandole surrenali in situazioni di stress, ma anche nel corso di malattie infiammatorie e di tumori, si forma una miscela esplosiva in grado di innescare il meccanismo ingannevole per cui le cellule natural killer, che avrebbero il compito di attaccare il tumore, iniziano invece ad esprimere PD-1". I ricercatori chiariscono di aver anche identificato il meccanismo molecolare di questo fenomeno: "Il cortisolo interviene, a diversi livelli della catena di montaggio della proteina PD-1, agendo sulla trascrizione del gene e sulla traduzione della proteina".

fonte: Journal of Allergy and Clinical Immunology

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