Coronavirus: il governo Gb autorizza uso del desametasone

Farmaci | Redazione DottNet | 17/06/2020 13:57

E' un farmaco anti-infiammatorio che riduce la mortalità da Covid-19

 Il governo britannico ha formalizzato da  il via libera all'uso del desametasone nella terapia contro il Covid-19 dopo i risultati positivi dei test annunciati da un pool di istituti di ricerca coinvolti nella sperimentazione inclusa l'Università di Oxford. Il farmaco in questione, un anti-infiammatorio steroideo a basso costo già utilizzato per altre patologie, ha dimostrato di poter ridurre il rischio di mortalità da coronavirus di un 20% fra i pazienti sottoposti a ventilazione assistita e di un 35% fra gli altri.   "Migliaia di vite potranno essere salvate", ha sottolineato in una nota il governo di Boris Johnson, ricordando di averne finanziato la sperimentazione e indicando il medicinale come "il primo al mondo di cui sia stata provata l'efficacia nella riduzione del rischio di morte" da Covid-19. L'autorizzazione è stata comunicata "con effetto immediato" al servizio sanitario nazionale (Nhs) e a tutti gli ospedali del Regno.

Un antinfiammatorio steroideo che costa circa 6 euro a confezione, "cugino" di cortisolo e cortisone ma con meno effetti collaterali, usato da decenni per le più svariate patologie, da quelle reumatiche, dermatologiche, oftalmologiche, persino ematologiche e neoplastiche, fino ai disturbi respiratori come l'asma. Il desametasone è, dunque, la nuova speranza contro il Covid-19, dopo l'annuncio da Londra che stando ai risultati di uno studio dell'università di Oxford su 2.000 pazienti gravemente malati (studio tuttavia ancora non pubblicato) il farmaco ha ridotto fino a un terzo il rischio di morte.

In realtà non si può parlare di "scoperta": il farmaco è in uso dagli anni '60, e il meccanismo alla base è quello ormai riconosciuto dall'esperienza clinica dei medici di tutto il mondo come il più efficace nei casi più seri di Covid: la lotta alla 'tempesta citochinica', ossia la violentissima reazione immunitaria al coronavirus che attraverso gravi infiammazioni distrugge gli organi, polmoni in primis, portando spesso al decesso. Non a caso rientra già da tempo nell'uso clinico di diversi ospedali anche in Italia, come in Lombardia dove fin da marzo è inserito nelle linee guida sui possibili trattamenti.

 Il desametasone, come detto, è un corticosteroide sintetico, analogo funzionalmente agli ormoni endogeni cortisolo e cortisone, ma caratterizzato da proprietà farmacocinetiche e terapeutiche più mirate, con effetti collaterali più modesti. Ha un'importante attività antinfiammatoria che si espleta attraverso l'induzione dell'enzima lipocortina, in grado di inibire la fosfolipasi A2 e la cascata a valle che porta, attraverso enzimi lipoossigenasi e ciclo ossigenasi, alla produzione di mediatori infiammatori. In sostanza, riesce a frenare a monte la tempesta immunitaria prima che devasti gli organi a valle.

Ha anche proprietà antiallergiche, probabilmente dovute alla capacità di inibire la sintesi proteica, determinando una significativa diminuzione della produzione di anticorpi e del numero di linfociti, eosinofili e basofili. La terapia è particolarmente agevole ed efficace, grazie al rapido assorbimento gastro-intestinale, e la relativa bio-distribuzione concentrata soprattutto al livello vascolare e piastrinico.

Presenta diversi effetti collaterali (dall'acne ai capogiri, ma anche mal di testa e vista appannata) e, proprio come il cortisone, può indebolire il sistema immunitario (l'altra faccia della medaglia della sua azione di freno alla reazione infiammatoria). In genere può essere somministrato sotto forma di compresse, soluzioni ad uso orale, iniezioni, aerosol e pomate o soluzioni ad uso oftalmico.

Intanto l''Organizzazione mondiale della sanità (Oms) accoglie "con favore" i risultati dei primi studi clinici condotti nel Regno Unito sul desametasone, un corticosteroide che si è dimostrato salvavita per i pazienti con forme gravi di Covid-19. "E' il primo trattamento che ha dimostrato di ridurre la mortalità nei pazienti con Covid-19 che richiedono supporto per ossigeno o ventilatore", ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms. "Questa è una grande notizia e mi congratulo con il governo del Regno Unito, l'Università di Oxford e i numerosi ospedali e pazienti nel Regno Unito che hanno contribuito a questa svolta scientifica salvavita".  

Il desametasone è stato elencato nella Lista dei medicinali essenziali dell'Oms dal 1977 in più formulazioni, ed è attualmente fuori brevetto e disponibile in molti Paesi. I ricercatori hanno condiviso le prime opinioni sui risultati della sperimentazione con l'Oms "e non vediamo l'ora di completare l'analisi dei dati nei prossimi giorni", fa sapere l'agenzia, che coordinerà una meta-analisi "per aumentare la nostra comprensione generale di questo intervento". La guida clinica dell'Oms verrà aggiornata per precisare come e quando questo farmaco dovrà essere usato contro Covied-19.

 

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