Oncologi, la norma sul conflitto interessi danneggia la ricerca

Oncologia | Redazione DottNet | 25/06/2020 18:12

Lettera di medici e pazienti al premier, 'La normativa va cambiata'

"Va rivista la normativa sul conflitto d'interesse perchè rischiamo il blocco della ricerca e il progresso delle cure anticancro". Lo affermano oncologi e pazienti in una lettera inviata ai Presidenti del Consiglio, Camera, Senato e al Ministro della Salute. L'ultimo decreto,avvertono, "potrebbe impedire o rendere più difficili le sperimentazioni sui farmaci innovativi soprattutto in questo difficile momento storico. Chiediamo un intervento legislativo".  La richiesta alle Istituzioni è dunque di un intervento che modifichi l'attuale normativa sul conflitto di interessi in tema di sperimentazioni cliniche. "Bisogna garantire al tempo stesso l'indipendenza, la trasparenza, i diritti ma anche la possibilità, per i ricercatori italiani, di realizzare le migliori cure possibili per i malati di cancro", scrivono la Federation of Italian Cooperative Oncology Groups (FICOG), l'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO).

L'oncologia italiana "ha finora dato un contributo importante all'ideazione, programmazione e realizzazione degli studi clinici e traslazionali, sia accademici che promossi dall'industria del farmaco, a livello nazionale e internazionale" sottolineano Carmine Pinto (nella foto, presidente FICOG), Giordano Beretta (Presidente AIOM) e Francesco De Lorenzo (Presidente FAVO). "I farmaci innovativi sono così stati resi disponibili e introdotti nella pratica clinica per i pazienti oncologici del nostro Paese - aggiungono -. Tuttavia il decreto legislativo del maggio 2019 prevede che tra il medico sperimentatore e il promotore non vi siano, a qualsiasi titolo, rapporti di dipendenza, consulenza o collaborazione". Questo, sottolineano, "potrebbe impedire o rendere più difficile la ricerca indipendente soprattutto in questo delicato momento storico caratterizzato da una tragica pandemia". 

L'emergenza Covid 19, affermano le tre società scientifiche, "ha rallentato molti studi scientifici anche in ambito oncologico ma ancora di più ha inconfutabilmente evidenziato come la ricerca possa e debba procedere rapidamente.  L'attuale norma, in merito al conflitto di interessi, porterà la comunità scientifica italiana ad essere progressivamente esclusa dalla progettazione e dal coordinamento di studi. Ciò avrà ripercussioni per le scelte strategiche sullo sviluppo delle terapie e per la disponibilità per i pazienti italiani di nuovi farmaci sperimentali. Rischiamo inoltre un importante impatto economico negativo per l'intero sistema sanitario nazionale".   "L'irrinunciabile principio dell'indipendenza degli studi e dei diritti dei malati può essere garantito da una chiara e trasparente dichiarazione dei conflitti di interesse dei ricercatori - concludono Pinto, Beretta e De Lorenzo -. Per superare il vincolo e gli impedimenti previsti dell'attuale decreto è poi necessaria una più precisa e inequivocabile definizione dei meccanismi di controllo e di sorveglianza".

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