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AstraZeneca riprende i test sul vaccino

Farmaci Redazione DottNet | 13/09/2020 13:35

Irbm, nessun legame tra il vaccino Oxford e la reazione avversa. 'Risposta dalla commissione esperti in sole 24 ore'

Il gruppo farmaceutico AstraZeneca ha ripreso la sperimentazione clinica nel Regno Unito del vaccino anti-Covid messo a punto dall'Università di Oxford. I test erano stati interrotti dopo che un volontario si era sentito male. Il gigante farmaceutico ha spiegato di aver avuto l'autorizzazione a riprendere la sperimentazione da tutti gli enti regolatori britannici.  L'indagine del Comitato indipendente si è conclusa e, dunque, seguendo le raccomandazioni degli esperti e della  Medicines Health Regulatory Authority (Mhra), l'ente regolatorio  britannico che ha dato l'ok non rilevando problemi di sicurezza, i  trial clinici ricominceranno in tutto il Paese. Finora sono circa 18 mila i volontari che hanno ricevuto la  somministrazione del vaccino.

"Il fatto che la commissione scientifica indipendente si sia pronunciata nel giro di 24 ore significa che era evidente e certo che non vi è connessione tra il candidato vaccino Oxford-AstraZeneca e la reazione sospetta verificatasi in un volontario" tra i 50mila che stanno testando il farmaco.

Lo ha afferma il presidente della Irbm Di Pomezia, che ha collaborato alla messa a punto del candidato vaccino, Piero di Lorenzo. "Ora - ha aggiunto di Lorenzo - continuiamo a lavorare per centrare l'obiettivo. Procediamo con prudenza e cauto ottimismo".  Il giorno della notizia dello stop di Lorenzo aveva parlato di una sospensione che "rappresenta un dovere di trasparenza e rigore rispetto ad una prassi che relativamente alla fasi di sperimentazione 2 e 3 coinvolge non solo volontari sani ma anche con patologie".

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 "La ripresa della sperimentazione del vaccino Astrazeneca è una buona notizia. Ma serve ancora tanta prudenza. La scienza è al lavoro per dare al mondo cure e vaccini efficaci e sicuri. Nel frattempo la vera chiave continuano ad essere i comportamenti di ciascuno di noi". Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza.

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