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Staminali artificiali per combattere malattia da trapianto

Medicina Interna Redazione DottNet | 16/09/2020 12:09

Sperimentazione clinica in Australia apre a studi sui tessuti

Una sperimentazione clinica in Australia ha utilizzato per la prima volta cellule staminali ingegnerizzate per trattare una condizione immunitaria, detta 'malattia da trapianto contro l'ospite'. Lo studio condotto presso il Royal Prince Alfred di Sydney e pubblicato su Nature Medicine, ha utilizzato cellule staminali pluripotenti per trattare 15 pazienti in Australia e in Gran Bretagna della malattia, che può insorgere dopo un trapianto di midollo osseo, e che in alcuni casi può essere letale.  "E' un attacco immunitario e le cellule riprogrammate che abbiamo impiegato sono capaci di sopprimere quel genere di risposta immunitaria", scrive il responsabile dello studio professor John Rasko, direttore di Cell and Molecular Therapies dell'ospedale stesso. Lo studio clinico di prima fase si dimostra promettente, aggiunge. "Nessuno di questi pazienti ha subito complicazioni di rilevanza".

Mentre l'uso di cellule staminali embrionali comporta preoccupazioni etiche in parti della comunità, le cellule adulte provenienti da diversi donatori possono portare a variazioni nei risultati o ad altri problemi, mentre le cellule riprogrammate usate nella sperimentazione possono essere prodotte e fornite in quantità illimitata", aggiunge Rasko. "Le abbiamo potute coltivare senza limiti, produrle con sicurezza, controllarle e verificare che fossero sicure".  "Abbiamo creato le condizioni per l'uso proficuo di queste cellule, ad esempio producendo cellule ossee per trattare fratture che non si riparano, o per pazienti che necessitano di nuovi reni. Saranno necessarie altre ricerche, ma possiamo intravedere il giorno in cui saremo in grado di rigenerare tessuti umani. E questo è il primo piccolo passo in quella direzione", conclude. 

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fonte: Nature Medicine, ansa

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