Tumore esofago, immuno-chemioterapia riduce il rischio mortalità

Oncologia | Redazione DottNet | 25/09/2020 16:40

Lo studio di fase 3 ha valutato il pembrolizumab in combinazione con una chemioterapia a base di platino

L'immunoterapia e la chemioterapia insieme sono un trattamento efficace, di prima linea, per i pazienti colpiti da tumore all'esofago e della giunzione gastroesofagea. È questo uno dei risultati presentati al Congresso della Società europea di Oncologia medica (Esmo) che hanno riguardato uno studio di fase 3 che ha valutato il pembrolizumab, in combinazione con una chemioterapia a base di platino.  Proprio questo trattamento combinato ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza globale, riducendo il rischio di morte del 27% rispetto a quei pazienti in cura con la sola chemioterapia. Questa soluzione combinata, inoltre, ha migliorato significativamente la sopravvivenza libera da progressione di malattia, riducendo il rischio di progressione della malattia o di morte del 35% in tutti i pazienti in trattamento.   Nel 2019, in Italia, sono stati stimati oltre 2.500 nuovi casi di tumore dell'esofago.  "Questo studio rappresenta una nuova arma nel trattamento dei pazienti con carcinoma dell'esofago - dice Carmine Pinto, direttore dell'unità operativa di Oncologia Medica, Clinical Cancer Center di Reggio Emilia - È una neoplasia aggressiva che, nel 2015 in Italia, ha provocato circa 1.800 decessi". Parlando della cura presentata ad Esmo, Pinto spiega che "è la prima volta che si osserva un passo in avanti così importante nel tumore dell'esofago".

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