Canali Minisiti ECM

Una lastra su 5 non vede il tumore al polmone

Oncologia Redazione DottNet | 16/12/2020 14:13

Lo rivela uno studio inglese condotto dalle Università di Exeter e di Leeds pubblicato sul British Journal of General Practice

Non basta la radiografia al torace per diagnosticare con estrema certezza un carcinoma polmonare. Almeno in un caso su 5 può capitare che non venga individuato. A dirlo è uno studio inglese condotto dalle Università di Exeter e di Leeds pubblicato sul British Journal of General Practice. Si tratta di una metanalisi condotta su studi realizzati in precedenza. Le ricerche suggeriscono che la sensibilità della radiografia del torace per il carcinoma polmonare sintomatico è compresa tra il 77% e l'80%. Secondo i ricercatori inglesi, i medici di base dovrebbero considerare l'eventualità di ulteriori indagini da fare tra i pazienti ad alto rischio che hanno avuto una radiografia del torace negativa. "Sono anni che noi di Alcase andiamo ripetendo che in caso di sospetto tumore al polmone non è sufficiente una radiografia toracica negativa per escluderlo - commenta Gianfranco Buccheri, direttore medico di Alcase, l'Alleanza contro il cancro al polmone - Le prove risiedono nei primi grandi trial di screening, condotti dagli americani più di mezzo secolo fa, dove lo screening mediante radiografia toracica risultò del tutto inefficace (al contrario di quanto avvenne poi con la Tac).

Ora, questo nuovo studio dà un idea quantitativa del rischio che si corre nell'escludere il cancro del polmone dopo una lastra negativa del torace: addirittura in un caso su cinque, nella migliore delle ipotesi, è possibile sbagliare. E', pertanto, essenziale che i medici di famiglia ne siano ben informati, perché essi sono i più esposti all'errore".

pubblicità

fonte: British Journal of General Practice

Commenti

I Correlati

Via libera alla Camera all’emendamento Cattoi: telemedicina estesa ai pazienti oncologici. Ora il passaggio al Senato

Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.

Al Congresso europeo di radiologia emergono tre direttrici: nuove tecnologie diagnostiche, intelligenza artificiale e ripensamento dei workflow.

Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni

Ti potrebbero interessare

In vista della Giornata nazionale del 2 maggio, la Fondazione Melanoma cambia prospettiva sulla prevenzione: prima ancora della crema, è il guardaroba a fare la differenza

Uno studio pubblicato su JCO Precision Oncology analizza l’impatto dei profili molecolari nella definizione di strategie terapeutiche più mirate nei pazienti oncologici.

Uno studio pubblicato su JCO Precision Oncology esplora il valore della metilazione epigenetica di BRCA1 rilevata nel sangue come possibile strumento per identificare precocemente individui a rischio di tumore.

Un’analisi pubblicata su JCO Oncology Advances evidenzia come la stratificazione personalizzata del rischio possa rendere più efficaci e sostenibili le strategie di diagnosi precoce.

Ultime News

Più letti