
Ricercatori francesi dell'Istituto Curie e dell'Inserm, in collaborazione con il Cnrs e l'Istituto Pasteur, hanno studiato le vescicole che trasportano i recettori di Sars-Cov-2 sulla loro superficie
Un nuovo trattamento nella lotta alla Covid potrebbe passare dal potere antinfettivo delle vescicole cellulari. A dimostrarlo, in vitro, sono stati i ricercatori francesi dell'Istituto Curie e dell'Inserm, in collaborazione con il Cnrs e l'Istituto Pasteur, che hanno studiato queste vescicole, che trasportano i recettori di Sars-Cov-2 sulla loro superficie. Il virus Sars-Cov-2, responsabile della pandemia Covid-19, è ricoperto dalla proteina Spike che gli conferisce l'aspetto caratteristico "a corona". Per entrare nelle cellule, questa proteina si lega a un recettore presente sulla superficie delle cellule umane, in particolare a quelle del polmone, il recettore Ace2.Dopo questo legame, un altro recettore di membrana presente sulla superficie delle cellule ospiti, il Tmprss2 trasforma la proteina Spike, consentendo al virus di entrare nella cellula. Gli studiosi sono riusciti a isolare, nelle cellule di laboratorio, le vescicole cellulari che avevano il recettore Ace2 sulla loro superficie. Le vescicole servono come una "esca biologica" in grado di intrappolare il virus impedendogli di attaccarsi alle cellule e diminuendo, così, il suo potere di infezione.
fonte: Journal of Extracellular Vesicles
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