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Un farmaco sperimentale fa regredire il declino cognitivo legato all'invecchiamento

Neurologia Redazione DottNet | 14/01/2021 10:51

Il medicinale è stato anche in grado di ripristinare la funzione della memoria mesi dopo una lesione cerebrale traumatica

Un farmaco sperimentale che fa regredire in breve tempo, anche pochi giorni, il declino cognitivo legato all'invecchiamento è stato scoperto da un team italo-americano guidato dalla aretina Susanna Rosi, docente nei dipartimenti di Chirurgia Neurologica e di Scienze della Terapia Fisica e della Riabilitazione dell'Università della California a San Francisco (Ucsf). Dopo importanti traguardi del 2013 e 2018 arriva una ulteriore risposta che conferma che gli studi portati avanti da Susanna Rosi e dal suo gruppo di ricercatori andavano nella direzione giusta. Il farmaco sperimentale, viene spiegato, non è solo in grado di invertire il declino cognitivo; è stato anche in grado di ripristinare la funzione della memoria mesi dopo una lesione cerebrale traumatica, invertire i disturbi cognitivi nella sindrome di Down.

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Nel nuovo studio, pubblicato ad inizio dicembre nella rivista ad accesso libero 'eLife', i ricercatori hanno mostrato un altro risultato strepitoso di Isrib. Il farmaco ha portato ad un rapido ripristino delle capacità cognitive giovanili in topi anziani. Una regressione del declino cognitivo accompagnata da un ringiovanimento del cervello e delle cellule immunitarie che potrebbe aiutare a spiegare i miglioramenti nella funzione cerebrale. "Gli effetti estremamente rapidi di Isrib mostrano per la prima volta che una componente significativa del declino cognitivo legato all'età può essere causata da una sorta di "'blocco' fisiologico reversibile, non da una degradazione permanente", dichiara Susanna Rosi.

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