
Il medicinale è stato anche in grado di ripristinare la funzione della memoria mesi dopo una lesione cerebrale traumatica
Un farmaco sperimentale che fa regredire in breve tempo, anche pochi giorni, il declino cognitivo legato all'invecchiamento è stato scoperto da un team italo-americano guidato dalla aretina Susanna Rosi, docente nei dipartimenti di Chirurgia Neurologica e di Scienze della Terapia Fisica e della Riabilitazione dell'Università della California a San Francisco (Ucsf). Dopo importanti traguardi del 2013 e 2018 arriva una ulteriore risposta che conferma che gli studi portati avanti da Susanna Rosi e dal suo gruppo di ricercatori andavano nella direzione giusta. Il farmaco sperimentale, viene spiegato, non è solo in grado di invertire il declino cognitivo; è stato anche in grado di ripristinare la funzione della memoria mesi dopo una lesione cerebrale traumatica, invertire i disturbi cognitivi nella sindrome di Down.
Dalle evidenze emergenti sui biomarcatori plasmatici alle nuove traiettorie molecolari: il congresso AD/PD 2026 segna una svolta verso una medicina di precisione sempre più concreta nella malattia di Alzheimer.
La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.
Individuato un dialogo chiave fra cervello e sistema immunitario: avviene grazie all’attività di neuroni che controllano la produzione nel midollo osseo delle cellule della risposta immunitaria coinvolte nello sviluppo della sclerosi multipla
Protocollo tra Società Italiana di Neurologia, Croce Rossa Italiana e Fondazione Aletheia. Avviata una campagna nazionale sulla salute del cervello.
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